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Conflitto in Ucraina
5 Marzo 2022
08:35

Nuova allerta, i russi si dirigono anche verso la seconda centrale nucleare dell’Ucraina

Le forze armate russe si stanno dirigendo verso un’altra centrale atomica, la seconda più grande del Paese: si tratta dell’impianto di Yuzhnoukrainsk, nel sud del Paese.
A cura di Davide Falcioni
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La vittoria della guerra in Ucraina passa anche per il controllo delle centrali nucleari. Dopo aver conquistato ieri il sito di Zaporizhzhia, con l'Aiea che ha assicurato che non è stata registrata "alcuna fuoriuscita di radiazioni", le forze armate russe si stanno dirigendo verso un'altra centrale atomica, la seconda più grande del Paese: si tratta dell'impianto di Yuzhnoukrainsk, nella regione di Mykolaiv, nell'Ucraina del sud, un impianto composto da 4 reattori, dal quale ormai le truppe di Mosca si trovano a una trentina di chilometri. Secondo gli analisti la strategia dei russi sarebbe piuttosto chiara, e sarebbe quella di assicurarsi il controllo dei centri che garantiscono la fornitura di elettricità all'intero Paese.

Russi alla conquista di Mariupol

Intanto da questa mattina alle 8 (ora italiana) a Mariupol sono stati cessati i bombardamenti. Nelle scorse ore il sindaco della città Vadim Boichenko aveva denunciato "attacchi spietati" e chiesto l'istituzione di un corridoio umanitario: "Per il momento stiamo cercando soluzioni ai problemi umanitari e tutti i modi possibili per far uscire Mariupol dal blocco", ha scritto in un messaggio pubblicato su Telegram. "La nostra priorità è l'istituzione di un cessate il fuoco in modo da poter ripristinare le infrastrutture vitali e creare un corridoio umanitario per portare cibo e medicine in città". La conquista di Mariupol – sul Mare d'Azov – costituirebbe un importante punto di svolta nell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Consentirebbe infatti di collegare le forze russe, che hanno già preso i porti chiave di Berdiansk e Kherson, dalla già annessa Crimea con le truppe separatiste e russe nel Donbass. Nei giorni scorsi il sindaco di Mariupol era stato accusato da Mosca di aver cercato di assediare la città, distruggendo ponti e treni per impedire ai residenti di fuggire. "Per cinque giorni la nostra città natale, la nostra famiglia composta da mezzo milione di persone, è sotto un attacco spietato", ha scritto il sindaco invitando a continuare la resistenza specificando che Mariupol.

Nato: "Non interverremo in Ucraina né sul terreno né nello spazio aereo"

Mentre si continua a combattere è polemica per la decisione della Nato di non istituire la No Fly Zone sui cieli ucraini. "Abbiamo la responsabilità, come alleati della Nato, di prevenire che questa guerra si estenda oltre l'Ucraina. Perché sarebbe ancora più pericoloso, più devastante e costerebbe ancora più sofferenza umana", ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine della riunione straordinaria con i ministri degli Esteri dell'Alleanza atlantica. "Quindi non interveniamo in Ucraina né sul terreno né nello spazio aereo. Ovviamente l'unico modo per attuare una no fly zone è inviare aerei Nato e abbattere gli aerei russi. La nostra valutazione è che comprendiamo la disperazione ma crediamo che se lo facessimo finiremmo in qualcosa che potrebbe portare a un conflitto europeo che coinvolge molti più Stati e causerebbe molto più sofferenza", ha aggiunto Stoltenberg. Per il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, la decisione della Nato equivale all'aver dato "luce verde all'ulteriore bombardamento di città e villaggi ucraini, rifiutandosi di stabilire una no-fly zone".

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