Gli Stati Uniti hanno superato i 150mila morti per Coronavirus. Secondo i calcoli della John Hopkins University, il totale delle vittime è salito precisamente a quota 152mila, con un incremento di 1.144 unità solo nelle ultime 24 ore e di 10mila negli ultimi 11 giorni, rappresentando circa un quarto del totale a livello globale. Si tratta di un altro triste primato per il Paese a stelle e strisce, già primo al mondo per numero di contagi, al momento fermi a 4,46 milioni. Dei 20 Stati con i focolai più grossi, gli Usa sono al sesto posto per numero di decessi pro capite, con 4,5 morti per 10mila persone. Solo il Regno Unito, la Spagna, l'Italia, il Perù e il Cile hanno fatto registrare valori più elevati. Era il 27 maggio scorso quando è stata raggiunta la soglia dei 100mila morti per Covid-19. Da allora la situazione non è migliorata, anzi. I contagi, e le vittime, hanno subito una accelerazione ed anche l'epicentro dell'emergenza si è spostato dal Nord Est al Sud Ovest. Arkansas, California, Florida, Montana, Oregon e Texas ieri, martedì 28 luglio, hanno fatto registrare una impennata di decessi.

Questi sono alcuni dei 21 Stati in cui è stata dichiarata la zona rossa, dopo il boom di nuove infezioni registrate negli ultimi giorni. Tra gli altri, compaiono anche Alabama, Arizona, Georgia, Idaho, Iowa, Kansas, Louisiana, Mississippi, Missouri, Nevada, North Carolina, North Dakota, Oklahoma, South Carolina, Tennessee, Utah e Wisconsin: ognuno di questi ha superato i 100 nuovi casi ogni 100mila abitanti la scorsa settimana, come ha riportato il New York Times, mentre aumenta anche il numero dei ricoverati in terapia intensiva. L'Association of American Medical Colleges ha avvertito che "gli Stati Uniti devono controllare la pandemia ora, o rischiano di vedere il numero dei decessi salire alle stelle "ben oltre le diverse centinaia di migliaia. È urgente un'azione coordinata e decisa per salvare vite umane, porre fine alla pandemia, ripristinare l'economia e riportare le nostre vite alla normalità", ha sottolineato il dottor David Skorton, presidente e CEO di AAMC.

Il Paese, dunque, resta in una situazione critica, mentre a livello politico procede il dibattito sulla prossima riapertura delle scuole e sull'utilità o meno dell'utilizzo delle mascherine. Come ha dichiarato il famoso virologo Anthony Fauci, "il numero dei nuovi di casi è aumentato quando le imprese hanno riaperto e le regole di distanziamento sociale sono state allentate alla fine della primavera. Coloro che desiderano presto più normalità dovrebbero ora essere più disciplinati indossando maschere, limitando i pasti all'aperto e le riunioni sociali e chiudendo i bar". Intanto, il presidente Donald Trump si dice ottimista: "Batteremo il virus", "presto avremo il vaccino" e gli Usa sono pronti a produrre "500 milioni di dosi" sono le frasi che ha ripetuto più volte durante il briefing giornaliero alla Casa Bianca.