Morto paziente colpito dal virus Shamonda a Lione, è la prima volta al mondo: era ritenuto non trasmissibile all’uomo
Per la prima volta al mondo un uomo è stato colpito dal virus Shamonda ed è morto, lo hanno reso noto oggi le autorità sanitarie francesi comunicando quello che è il primo caso in assoluto documentato nella storia visto che il virus, che colpisce molti allevamenti di bovini, finora era ritenuto non trasmissibile all'uomo. Il sessantenne, affetto già da precedenti patologie e immunodepresso, era stato ricoverato in gravi condizioni in ospedale a Lione dove è morto all'inizio di ottobre.
Stando agli accertamenti, "le complicazioni cerebrali riscontrate nel paziente immunodepresso prima del decesso sarebbero, con ogni probabilità, riconducibili all'infezione da virus Shamonda” spiegano da Parigi, aggiungendo però che "Le indagini cliniche, biologiche ed epidemiologiche sono ancora in corso".
"In precedenza si riteneva che il virus Shamonda non fosse trasmissibile all'uomo. L'infezione da virus Shamonda in questo paziente costituisce quindi la prima rilevazione documentata e segnalata del virus nell'uomo", sottolinea il Ministero della Salute francese che ha voluto effettuare tutte le controanalisi del caso prima di confermare la presenta del virus nell’uomo, aggiungendo però che al momento non vi è alcun rischio di sanità pubblica perché "alla luce delle conoscenze attualmente disponibili su tale virus, al momento non è stato individuato alcun rischio sanitario per la popolazione generale".
L’indagine epidemiologica condotta finora dalle autorità di Parigi ipotizzano che il paziente possa essere stata contagiato attraverso la puntura di un insetto, un moscerino del genere Culicoides, nell'est della Francia, territorio in cui è stata segnalata un’ampia circolazione del virus Shamonda negli animali tra la primavera e l’estate scorsa. Questi piccoli insetti sono infatti ritenuti la fonte di diffusione primaria del virus Shamonda,
"Nell'estate del 2026, il virus è stato identificato per la prima volta in Europa, Francia compresa, negli allevamenti bovini", ha precisato il Ministero della Salute francese, spiegando che "I bovini sono considerati gli ospiti primari tra le specie animali che possono essere infettate. Casi sporadici di infezione sono stati identificati quest'estate anche in Francia nei piccoli ruminanti e negli equini”.
Si tratta comunque di un caso "eccezionale", sottolineano i Ministeri della Salute e dell'Agricoltura francesi, precisando di aver "informato gli organismi sanitari internazionali", come l'Organizzazione Mondiale della Sanità. La stessa Oms ha assicurato che "Sulla base delle informazioni e delle conoscenze attuali sulla trasmissione di virus, si tratta di un caso umano isolato ed è improbabile che porti a una diffusione più ampia”.