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Guerra in Ucraina

“Misura ingiustificata”: la Farnesina commenta la decisione della Russia di oscurare media e siti stranieri

La Farnesina sulla decisione della Russia di oscurare 81 media e siti stranieri, tra cui 4 italiani: “È ingiustificato. Hanno sempre fornito un’informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina”.
A cura di Ida Artiaco
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Una decisione "ingiustificata". Così la Farnesina ha definito la decisione della Russia di oscurare 81 media e siti stranieri, tra cui anche alcuni italiani, come la Rai, La7, La Repubblica e La Stampa. Il ministero degli Esteri ha aggiunto che "le emittenti e le testata giornalistiche italiane "hanno sempre fornito un'informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina".

La Russia ha scelto di "utilizzare in maniera distruttiva la violenza in Ucraina" con "azioni che sono contrarie al diritto internazionale e a ogni principio di legalità e di convivenza civile", e tutto questo "non verrà cancellato dai divieti imposti ai media e ai giornalisti italiani e di tutto il mondo", ha concluso il ministero degli Esteri italiano.

La Russia ha bloccato l'accesso ai siti stranieri in risposta ad analoghe misure prese dall'Unione contro i russi Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta. Oggi infatti è entrato in vigore il bando sul territorio della Ue di media russi, accusati a loro da Bruxelles di essere organi della propaganda del Cremlino per "portare avanti e sostenere la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e per la destabilizzazione dei Paesi vicini".

Il Paese più colpito, con nove media, è la Francia, tra cui l'agenzia Afp. Secondo la diplomazia russa, queste "contromisure" hanno preso di mira media della Ue che "sistematicamente diffondono false informazioni sull'andamento dell'operazione militare speciale", cioè sul conflitto in Ucraina.

Intanto, dall'Aia la Corte penale internazionale (Cpi) ha emesso due nuovi mandati di arresto per l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu e per il capo di stato maggiore, Valery Gerasimov, accusandoli di "crimini di guerra" e "crimini contro l'umanità" per i bombardamenti missilistici sulle centrali elettriche in Ucraina tra il 10 ottobre 2022 e "almeno il 9 marzo 2023".

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