La Nato ha chiesto alla Russia “l'immediata cessazione degli attacchi contro l'opposizione siriana e i civili” esprimendo “forte protesta” e “condanna” per la violazione dello spazio aereo turco e dell'Alleanza. Con toni molto fermi la Nato ha manifestato “profonda preoccupazione per il rafforzamento militare russo in Siria” e “specialmente per gli attacchi dell'aviazione russa su Hama, Homs e Idlib” che hanno fatto vittime civili e “non hanno preso di mira l'Isis”. Per la Nato le azioni militari russe hanno raggiunto un livello di maggiore pericolosità con le violazioni dello spazio aereo turco da parte di un SU-30 e un Su-24 russi che “sono entrati nello spazio aereo nonostante i chiari, puntuali e ripetuti avvertimenti” delle autorità turche e che ne sono usciti solo dopo essere stati avvicinati dai caccia turchi. Il governo turco ha chiesto alla Russia che “eviti il ripetersi di un simile incidente” e gli ha comunicato che la riterrà “responsabile di qualunque episodio spiacevole che possa accadere”. Mosca da parte sua si è difesa parlando di uno sconfinamento dovuto al maltempo.

L’Italia sarebbe pronta a bombardare l’Isis in Iraq  – Intanto sarebbe a una svolta la strategia dell’Italia nella guerra all’Isis. Secondo quanto anticipato oggi dal Corriere della Sera i tornado italiani che partecipano alla coalizione occidentale contro lo Stato Islamico avranno nelle prossime ore il compito di svolgere missioni di bombardamento nelle zone dell'Iraq controllate dal Califfato. I tornado italiani saranno configurati come cacciabombardieri e non più come aerei da ricognizione. Nessun raid della nostra aviazione sarebbe invece previsto in Siria. Il governo iracheno – continua il Corriere – ha chiesto all'Italia di intervenire e di bombardare, mentre quello siriano lo ha fatto solo con la Russia. L'anticipazione arriva a poche ore dalla visita nella base di Sigonella e poi a Roma del Segretario alla Difesa Statunitense Ashton Carter.

Difesa: “Bombardamenti caccia italiani solo ipotesi” – Le azioni di bombardamento dei caccia italiani in Iraq “sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento”: lo ha precisato, dopo le indiscrezioni della stampa, il ministero della Difesa.