
Quindi a Minab, nel sud dell’Iran, dove sono morte in un istante 175 persone, di cui 168 bambine, mentre erano a scuola, pare sia andata così.
Che gli Stati Uniti d’America, nel contesto di un’operazione evidentemente pianificata da mesi per liberare le donne e i giovani iraniani dal giogo del regime iraniano, abbiamo scorso la lista dei bersagli da colpire. E c’era un edificio in cui qualcosa non tornava.
Anni fa faceva parte di una sede dei Pasdaran, il corpo militare iraniano dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Poi però era diventata una scuola. Ma qualcuno, hanno detto dei testimoni al Washington Post, aveva ricevuto informazioni sul fatto che fosse un deposito di munizioni. Qualcun altro, invece, ha detto che “non aveva idea” di perché quell’edificio fosse tra gli obiettivi. Colpa di mappe obsolete, pare. O dell’intelligenza artificiale.
Ma comunquel’hanno bombardato lo stesso.
E così quelle 168 bambine, tra i sette e i dodici anni che avevano da poco salutato i loro papà e le loro mamme, hanno smesso di respirare nel medesimo istante.
Sono passati quattordici giorni da quell’orrore, da quel crimine di guerra.
Nessuno ha dato spiegazioni ufficiali su cosa sia successo.
Nessuno ha chiesto scusa, men che meno Trump.
Se anche sono state nominate, è stato per incolpare l’Iran stesso di aver ucciso quelle bambine.
E se non fosse stato per due giornali americani, il New York Times e il Washington Post, nonostante tutto ancora indipendenti dall’amministrazione Trump, probabilmente non ne avremmo saputo nulla.
Quelle bambine le abbiamo uccise noi. Gli Occidentali. I buoni. Quelli dalla parte giusta. Pensateci, però. Se fosse capitato da noi, a parti invertite, se avessero ammazzato 168 delle NOSTRE bambine, in una NOSTRA scuola, per un LORO errore, sarebbe stato dipinto come il giorno di una delle più grandi infamie della Storia. Ci avrebbero fatto film e serie televisive, dedicato giornate, vie e piazze. Quelle bambine, a parti invertite, sarebbero state il pretesto per mettere a ferro e fuoco il mondo.
Ma quelle 168 bambine erano iraniane, e se non le abbiamo già dimenticate, lo faremo presto.
Quando invece non dovremmo dimenticarcele mai.