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“L’incendio, poi l’esplosione”: Cosa sappiamo sulla tragedia in Svizzera. “Vittime non identificabili per ustioni”

Capodanno tragico a Crans-Montana, nel Canton Vallese, dove un’esplosione seguita da un incendio nel bar “Le Constellation” ha causato decine di morti e circa cento feriti. Diversi sono stranieri, non esclusa la presenza di italiani. Le autorità hanno avviato un’inchiesta.
A cura di Biagio Chiariello
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Una notte di festa trasformata in tragedia. È questo il quadro tracciato dalle autorità svizzere dopo l’esplosione e il devastante incendio che, intorno all’1.30 di Capodanno, hanno colpito il bar “Le Constellation” a Crans-Montana, una delle località turistiche più rinomate del Canton Vallese. Il bilancio provvisorio è drammatico: decine di morti e circa un centinaio di feriti, molti dei quali in condizioni gravi. Alcuni parlano di quaranta vittime.

Il primo aggiornamento ufficiale è arrivato nel corso di una conferenza stampa convocata poco dopo le 10. Presenti il neo comandante della Polizia cantonale vallesana Frédéric Gisler, il presidente del Consiglio di Stato Mathias Reynard e il consigliere di Stato Stéphane Ganzer. "Una serata di festa si è trasformata in un incubo", ha dichiarato Reynard in apertura, esprimendo la solidarietà del governo cantonale ai familiari delle vittime e assicurando il massimo impegno delle istituzioni.

Le autorità hanno confermato che il numero esatto dei morti non è ancora stato definito e che, al momento, non verranno diffuse informazioni sull’identità delle vittime. Alcuni corpi, hanno spiegato, non sono identificabili a causa delle gravi ustioni riportate. "È troppo presto", hanno ribadito più volte gli inquirenti.

Il consigliere di Stato  Ganzer ha aggiunto che le vittime provengono da diversi Paesi. "Abbiamo anche una componente internazionale che avrà un peso" ha spiegato. Alcune persone sono arrivate a Crans-Montana da molto lontano per festeggiare Capodanno. "Questo solleverà sicuramente alcune questioni diplomatiche" ha sottolineato. In tal senso il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, non esclude la presenza di italiani: "Sono in corso verifiche per eventuale coinvolgimento di nostri connazionali. Unità di crisi della Farnesina e sedi diplomatiche in Svizzera collaborano con la polizia elvetica".

Secondo quanto riferito dal comandante Gisler, tutte le persone ferite sono state soccorse e trasferite in ospedale. I feriti sarebbero circa cento, molti dei quali con ustioni estese. La capacità ospedaliera del Vallese risulta al limite: diversi pazienti sono stati trasferiti in strutture fuori Cantone, in particolare negli ospedali universitari. Le autorità sanitarie hanno lanciato un appello alla popolazione affinché eviti attività rischiose, per non aggravare ulteriormente la pressione sul sistema sanitario.

Sul fronte investigativo, la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per chiarire le cause dell’incendio. È stata esclusa l’ipotesi di un attentato. L’indagine, condotta con il supporto dell’istituto forense di Zurigo, si concentra sull’origine del rogo e sull’identificazione delle vittime. Pilloud ha precisato che l’incendio avrebbe coinvolto l’intero interno del locale e che ogni valutazione sulle dinamiche resta prematura.

L’emergenza ha messo a dura prova i soccorsi: sono stati mobilitati circa 150 operatori e dieci elicotteri. A supporto delle squadre locali è intervenuto anche un elicottero della Protezione civile con tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e un medico a bordo. L’area della tragedia è stata completamente chiusa al pubblico ed è stata istituita una no-fly zone. Attivo anche un numero verde per l’assistenza alle famiglie.

In segno di rispetto per le vittime, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha rinviato il tradizionale discorso di Capodanno previsto per oggi. Un gesto simbolico che riflette lo shock e il lutto che hanno colpito l’intero Paese dopo una delle notti più drammatiche degli ultimi anni.

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