La Germania, nel giorno in cui ha raggiunto il suo record giornaliero di casi Covid, che hanno superato quota 11mila, ha pubblicato un elenco di 14 regioni italiane che sono più a rischio infezione da Coronavirus. Pertanto, ha imposto a tutti coloro che arrivino da queste zone l'obbligo di quarantena e di tampone. Una vera e propria blacklist in cui compaiono, oltre a Lombardia, Campania, Lazio e Piemonte, dove si sta registrando la maggior parte dei contagi, ma anche Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto e provincia autonoma di Bolzano. Nella lista realizzata da Berlino compaiono anche altri Paesi europei che stanno affrontando la seconda ondata dell'epidemia con nuovi blocchi e chiusure, come Austria, Polonia e Svizzera.

L'elenco delle regioni italiane a rischio Coronavirus

Secondo quanto deciso da Berlino, gran parte dell'Italia è adesso considerata zona ad alto rischio infezione a causa dell'aumento del numero dei contagi da Coronavirus. Stando alle regole in vigore, chi rientrerà da questi luoghi dalle ferie autunnali, dovrà fare una quarantena di 14 giorni o sottoporsi a un test per il Covid all'arrivo in Germania. Ecco di seguito l'elenco delle regioni italiane che compaiono nel documento del governo tedesco:

  •  Abruzzo (dal 24 ottobre);
  • Campania (dal 17 ottobre);
  • Emilia Romagna (dal 24 ottobre);
  • Friuli Venezia Giulia (dal 24 ottobre);
  • Lazio (dal 24 ottobre);
  • Liguria (dal 17 ottobre);
  • Lombardia (dal 24 ottobre);
  • Piemonte (dal 24 ottobre);
  • Sardegna (dal 24 ottobre);
  • Toscana (dal 24 ottobre);
  • Umbria (dal 24 ottobre);
  • Valle d'Aosta (dal 24 ottobre);
  • Veneto (dal 24 ottobre);
  • Provincia autonoma di Bolzano (dal 24 ottobre).

I paesi nella lista nera della Germania perché a rischio Covid

Non solo l'Italia. Nella lista nera stilata dal governo di Berlino ci sono anche altri paesi europei nel bel mezzo della seconda ondata di Coronavirus. Tra questi, compaiono parte dell'Austria, della Bulgaria, della Croazia, l'Estonia, la Finlandia, la Francia, alcune aree dell'Ungheria, la Polonia e l'Irlanda. "La situazione in generale è diventata molto seria. Tuttavia, al momento abbiamo ancora la possibilità di rallentare un'ulteriore diffusione del virus", ha spiegato, in una conferenza stampa, Lothar Wieler, il presidente del Robert Koch Institut, il centro epidemiologico tedesco, commentando l’andamento dei casi in Germania. "Le condizioni per rallentare" lo sviluppo dell'epidemia da coronavirus, aggiunge Wieler, si riassumono nel "rispetto delle regole".