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Talebani a Kabul: le ultime news sull'Afghanistan
17 Settembre 2021
22:37

L’attacco col drone a Kabul ha ucciso 10 innocenti tra cui 7 bimbi, Usa ammettono: “Tragico errore”

L’attacco col drone dell’esercito Usa a Kabul il 29 agosto scorso ha ucciso 10 civili innocenti tra cui 7 bambini, ad ammetterlo dopo settimane di accuse precise è stato lo stesso Pentagono parlando di “Tragico errore”. Il Pentagono aveva sempre difeso l’attacco sostenendo che era stato diretto contro una “minaccia imminente” ma un’indagine militare ha concluso che le vittime erano tutti civili innocenti.
A cura di Antonio Palma
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L'attacco sferrato col drone dell'esercito Usa a Kabul poco prima del ritiro definitivo delle truppe dall'Afghanistan, il 29 agosto scorso, ha ucciso 10 civili innocenti tra cui 7 bambini, ad ammetterlo dopo settimane di accuse precise è stato lo stesso Pentagono parlando di "Tragico errore". Subito dopo i fatti, ma anche nei giorni successivi, il Pentagono aveva sempre difeso l'attacco sostenendo che era stato diretto contro una "minaccia imminente", affermando che si trattava di kamikaze diretti verso l'aeroporto di Kabul. Solo dopo le denunce dei famigliari delle vittime e l'interesse della stampa il Pentagono ha ammesso che l'attacco in realtà ha centrato dei civili facendo una stage di innocenti.

Come ora ha ammesso il generale Kenneth McKenzie, del comando centrale Usa, porgendo le più profonde condoglianze ai famigliari delle vittime, quel giorno nel caos di Kabul gli statunitensi hanno attaccato un bersaglio segnalato ma senza sapere veramente chi stessero colpendo. L'obiettivo era un presunto kamikaze con un'auto piena di esplosivo che era diventato una minaccia concreta per le truppe statunitensi coinvolte nelle evacuazioni all'aeroporto di Kabul. Quella minaccia c'era ed era reale come hanno dimostrato le esplosioni mortali allo scalo ma non era rappresentata da quell'auto  ferma nel cortile di una casa della capitale afghana pieno di bimbi. Quella Toyota era completamente innocua e apparteneva al 43enne operatore umanitario di lunga data Zemari Ahmadi, ucciso nel raid insieme a nove membri della sua famiglia, tra cui sette bambini. A ribadirlo dopo le inchieste giornalistiche, ora è anche un'indagine militare degli Stati Uniti.

L'intelligence americana aveva rintracciato e seguito l'auto dell'uomo per otto ore, credendo che fosse collegata al gruppo terroristico ISis-K. L'inchiesta ha scoperto che l'auto dell'operatore umanitario era stata vista in un complesso associato ai terroristi, poi un drone di sorveglianza ha visto degli uomini caricare quelli che sembravano esplosivi nel bagagliaio dell'auto, ma che si son rivelati essere contenitori d'acqua. L'attacco è avvenuto quando l'operatore umanitario è entrato nel vialetto di casa sua, a 3 km dall'aeroporto. Uno degli uccisi, Ahmad Naser, era stato un traduttore  per le forze statunitensi. Altre vittime avevano precedentemente lavorato per organizzazioni internazionali e possedevano visti che consentivano loro l'ingresso negli Stati Uniti. La vittima più piccola, figlia minore del 43enne, aveva solo due anni.

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