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La vedova di Navalny: “Putin è un dittatore, ha ucciso mio marito con il veleno della rana freccia”

Yulia Navalnaya: “Mio ​​marito è stato ucciso. Naturalmente io lo sapevo già: aveva meno di 50 anni. Lo avevamo visto solo un giorno prima in collegamento video, sembrava stare assolutamente bene. Quindi era evidente che gli fosse successo qualcosa di orribile ed ero sicura che fosse stato Vladimir Putin”.
A cura di Davide Falcioni
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Yulia Navalnaya
Yulia Navalnaya

Alexei Navalny è stato ucciso dalla Russia tramite la somministrazione di un veleno estrapolato dalle "rane freccia" dell'Ecuador? Una risposta certa a questa domanda non c'è ancora, ma due giorni fa – a margine della Conferenza di Monaco – i governi di Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Paesi Bassi in una dichiarazione congiunta hanno puntato il dito contro Mosca, accusandola di aver eliminato l'oppositore di Putin due anni fa, mentre era detenuto in Siberia. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto come "prive di fondamento" le accuse di cinque Paesi europei, e già nei giorni scorsi il Ministero degli Esteri di Mosca aveva bollato l'ipotesi come "propaganda occidentale".

La tesi dell'avvelenamento è stata ripetutamente sostenuta anche dalla vedova del dissidente russo Yulia Navalnaya, che in un'intervista rilasciata a Politico – e ripresa dal Corriere della Sera – è tornata a puntare il dito contro il Cremlino: "Mio ​​marito è stato ucciso. Naturalmente io lo sapevo già: aveva meno di 50 anni", ha detto l'attivista per i diritti umani. "E sebbene avesse vissuto in condizioni dure – aggiunge -, fosse stato torturato, io ero sicura che si prendesse cura di sé, che pensasse alla salute. Lo avevamo visto solo un giorno prima in collegamento video, sembrava stare assolutamente bene. Quindi era evidente che gli fosse successo qualcosa di orribile ed ero sicura che fosse stato Vladimir Putin".

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"Per me – prosegue Yulia Navalnaya – era evidente che fosse stato ucciso nella colonia penale: solo non sapevamo esattamente come. Le incertezze sono state dissipate: non si tratta solo di una nostra inchiesta. È un'indagine che si basa su fonti altamente scientifiche. Ora abbiamo le prove che Vladimir Putin è l'assassino, che ha ucciso mio marito, e io sto lavorando molto duramente perché un giorno ci sia giustizia per lui". "Per me – afferma ancora -, è molto evidente che Vladimir Putin è un semplice dittatore. Ci sono molte persone che stanno combattendo contro Putin. Non è possibile farlo dentro la Russia, ma fuori ci sono molte persone che si esprimono molto chiaramente contro il regime, contro la guerra in Ucraina".

Secondo Navalnaya i Paesi occidentali continuano ad essere troppo intimoriti da Putin: "A volte lo trattano come se fosse il male in persona. Ma non lo è. Chi è il signor Putin? Tutti si fanno questa domanda da anni. Per me, è molto evidente che Vladimir Putin è un semplice dittatore. Non è niente di speciale. Ha iniziato ovviamente rubando soldi al suo stesso popolo, poi con la repressione nel suo stesso Paese, con la censura. Poi ha avviato la guerra. E ha cominciato a uccidere i suoi oppositori politici. Molte persone sono in prigione. E siccome fa quello che fa ogni dittatore, dobbiamo comportarci con lui come con un dittatore".

Parlando dell’Ucraina la vedova di Navalny ha detto che "la guerra dovrebbe essere fermata immediatamente. No, non sarebbe mai dovuta iniziare, naturalmente. Ma è anche molto importante capire che saremmo dovuti essere più forti contro Putin prima – non parlo del 2022, ma del 2011, quando noi cercavamo di portare già l’attenzione su di lui…".

In merito a un'eventuale ribellione della popolazione russa, più volete inutilmente evocata anche in Occidente, Navalnaya considera questa ipotesi improbabile: "Quando c’è un tale livello di repressione, naturalmente è molto difficile alzare la voce. Noi siamo seduti qui in questo posto molto bello, le persone stanno bevendo caffè o fanno cose interessanti, o vanno ogni giorno in ufficio. Ma immagini che lei metta un ‘mi piace' a qualcosa sui social media e il giorno dopo finisca in prigione. E non sarà in grado di incontrare la sua famiglia per anni. Io capisco che è molto difficile comprenderlo qui, nell’Europa occidentale, in Germania, in Francia, dove avete la democrazia da tanti anni, da molto più che in Europa dell’Est".

Yulia Navalnaya non sembra escludere un suo futuro impegno politico diretto: "Tutto quello che sto facendo ora è politica. Di sicuro tornerò a casa. Io sogno di tornare. Non direi che sia nostalgia. Capisco che potrebbero volerci anni. La Russia è il nostro Paese. Ma certo mi piacerebbe aiutare il mio Paese a diventare pacifico, prospero e democratico".

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