Conflitto in Ucraina
17 Agosto 2022
12:39

La storia di Igor: i russi lo rapiscono, lo torturano e rubano l’account Instagram per fare propaganda

Igor Kurayan, 55enne della città portuale di Kherson, nel sud dell’Ucraina, è stato rapito e torturato per un mese dai russi che ne hanno anche rubato l’identità sui social network per fare propaganda pro-Cremlino. La figlia: “Volevano rendere mio padre un loro burattino”.
A cura di Ida Artiaco
Immagine da TikTok.
Immagine da TikTok.
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Conflitto in Ucraina

È stato rapito e torturato dai soldati russi che gli hanno anche rubato l'identità social per fare propaganda pro-Cremlino.

È questa la storia, raccontata dalla CNN, di Igor Kurayan, un 55enne della città portuale di Kherson, nel sud dell'Ucraina. Prima dello scoppio della guerra, Igor condivideva sui social, in particolare su Facebook e Instagram, foto di piante e giardinaggio, di cui è grande appassionato.

Sempre via social aveva fatto sapere, dopo il 24 febbraio, di essersi offerto volontario per combattere nelle Forze di difesa territoriale, una unità di riserva dell'esercito di Kiev.

Ma poco dopo, all'inizio di aprile, la città è caduta in mano alle forze russe e da allora sulle sue pagine Facebook e Instagram e su un nuovo account TikTok registrato sotto il suo nome sono comparsi messaggi strani.

In uno dei video condivisi, Kurayan appare affiancato da due uomini armati e mascherati reggere la bandiera ucraina blu e gialla e una bandiera rossa e nera associata al movimento nazionalista ucraino, mentre annuncia che Kherson è occupata dai russi e che le manifestazioni sono inutili.

In un altro, ha denunciato il governo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ha invitato i suoi connazionali ad arrendersi. "Penso che un'ulteriore resistenza sia inutile", ha detto Kurayan nella clip, che è stata condivisa sui suoi account sui social media e trasmessa anche dalla TV di stato russa.

"Hanno iniziato a usare i social media di mio padre. Lo hanno registrato su TikTok e lui non sa nemmeno cosa sia", ha denunciato la figlia di Kurayan, Karyna, giornalista di 23 anni che ha lasciato l'Ucraina dopo l'inizio della guerra. "Volevano farne un burattino", ha aggiunto.

Karyna ha fornito alla CNN i video e gli screenshot dei post pubblicati sugli account originali dei social media di suo padre. I post, che ha condiviso con le autorità ucraine, sono stati rimossi da Kurayan dopo il suo rilascio.

Il 55enne, che è stato liberato nel corso di uno scambio di prigionieri alla fine di aprile dopo quasi un mese di detenzione, è uno dei tanti ucraini ad essere stati rapiti nelle aree occupate del sud-est del Paese negli ultimi mesi e poi utilizzati dalla macchina di propaganda del Cremlino.

"All'inizio, nella fase della guerra lampo, la macchina della propaganda russa funzionava a livello nazionale mentre ora questi sforzi sono più localizzati, stanno cercando di convincere la popolazione locale, in particolare nelle aree occupate, che l'Ucraina li ha abbandonati", ha spiegato Mykola Balaban, vice capo del Centro per le comunicazioni strategiche e la sicurezza dell'informazione (Stratcom Center UA) del Ministero della cultura e della politica dell'informazione ucraino.

"Nel caso di Igor e di molti altri – ha aggiunto -, usano questo contenuto anche all'interno della Russia, per dire: ‘Guarda, questo ucraino era un attivista, ma ora gli mostriamo qual è la situazione reale e ora è filo-russo. Sta comprendendo per cosa stiamo combattendo'".

2809 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni