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La polizia nel Regno Unito arresta i migranti da deportare in Ruanda e il governo pubblica i video

Nel Regno Unito sono scattati i primi arresti dei migranti che verranno deportati in Ruanda secondo la legislazione approvata una settimana fa dal Parlamento inglese. I trasferimenti dovrebbero partire in estate. Sui propri account il ministero degli Interni ha pubblicato i video e le immagini degli arresti suscitando la reazione sdegnata di migliaia di utenti.
A cura di Giulia Casula
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Fonte: Home Office - Regno Unito
Fonte: Home Office – Regno Unito

Nel Regno Unito sono cominciati i primi arresti dei migranti destinati a essere trasferiti in Ruanda. Lo ha reso noto, mercoledì scorso, il governo britannico, il quale prevede di avviare le deportazioni verso il Paese africano nelle "prossime nove o undici settimane". In un comunicato ufficiale l'Home Office, il ministero degli Interni inglese, ha pubblicato i video e le foto dei primi migranti fermati nell'ambito di una serie di operazioni condotte su tutto il territorio.

Gli arresti sono scattati una settimana dopo l'approvazione del controverso piano per l'espulsione dei richiedenti asilo fortemente voluto dal primo ministro inglese Rishi Sunak. La nuova legislazione, che ha ricevuto il via libera del Parlamento britannico dopo un impasse durato due mesi, prevede il trasferimento dei migranti illegalmente presenti sul territorio inglese verso il Ruanda. "Le nostre squadre operative hanno lavorato a ritmo serrato per fermare in modo sicuro e rapido le persone in attesa di essere trasferite", si legge nella nota dell'Home Office. "Questa attività costituisce un'altra importante pietra miliare nel più ampio piano del governo per fermare le piccole traversate in barca, che si ridurranno di oltre un terzo nel 2023".

Il video degli arresti – che sull'account Twitter del ministero ha raggiunto 4,5 milioni di visualizzazioni – ha scatenato le reazioni di migliaia di utenti, turbati dalle immagini dei migranti fermati dagli agenti. "Dovremmo festeggiare questo? È una domanda sincera. Perché in realtà mi fa vergognare di essere inglese", è uno dei primi commenti sotto il post. "C'è qualcosa di particolarmente e profondamente vergognoso nel fatto che il governo di Rishi Sunak mandi persone vulnerabili in un Paese lontano migliaia di chilometri in cui non vogliono andare e poi se ne vanti", scrive un altro utente.

L'espulsione nel Paese africano, secondo le intenzioni del governo Sunak, dovrebbe funzionare da deterrente per contrastare gli sbarchi irregolari e scongiurare la pericolosa traversata della Manica a bordo di piccole imbarcazioni. "Il nostro partenariato con il Ruanda", ha dichiarato il ministro dell'Interno James Cleverly, "è una risposta pionieristica alla sfida globale dell'immigrazione clandestina, e abbiamo lavorato instancabilmente per introdurre una nuova e solida legislazione per realizzarla". Per agevolare l'attuazione del Piano Ruanda, il ministero dell'Interno "ha aumentato la capacità di detenzione a più di 2.200 posti, addestrato 200 nuovi operatori per elaborare rapidamente le richieste e preparato 500 scorte di agenti altamente qualificate. Sono stati prenotati anche dei charter commerciali e un aeroporto è stato messo in attesa."

Fonte: Home Office - Regno Unito
Fonte: Home Office – Regno Unito

Nonostante i dubbi sull'effettiva sicurezza delle misure di trasferimento avanzati dall'Onu e dal Consiglio d'Europa, che hanno richiesto al governo inglese di riconsiderare il piano in quanto "solleva gravi preoccupazioni sul rispetto dei diritti umani dei richiedenti asilo e importanti questioni sullo stato di diritto in generale", Londra sostiene che il Ruanda "è un Paese sicuro". Il governo di Kigali "ha dimostrato più volte di essere in grado di offrire ai richiedenti asilo la possibilità di costruirsi una nuova vita prospera con alloggi, istruzione, formazione e lavoro", ha dichiarato il ministero. "Il Paese ha una solida esperienza di successo nel reinsediamento di persone, ospitando più di 135.000 rifugiati, ed è pronto ad accogliere altre migliaia di persone che non possono rimanere nel Regno Unito".

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