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Conflitto Israelo-Palestinese

La denuncia di Msf: Israele ha bombardato due ospedali a Gaza

A Gaza due ospedali sono stati colpiti dalle forze israeliane: lo rende noto Medici Senza frontiere. Durante gli attacchi, un infermiere e un autista di ambulanza sono rimasti uccisi, molti i feriti.
A cura di Susanna Picone
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Un infermiere e un autista di ambulanza uccisi, molti i feriti. È il bilancio di un attacco di Israele su due ospedali a Gaza. A darne notizia Medici Senza Frontiere in un post su X.

"Nella zona sud di Gaza, due ospedali supportati da Medici Senza Frontiere (MSF) sono stati colpiti dalle forze israeliane, l'Indonesian Hospital e il Nasser Hospital. Durante gli attacchi, un infermiere e un autista di ambulanza sono rimasti uccisi, molti i feriti. Danneggiato anche un deposito di ossigeno", si legge in un post.

Quindi Medici Senza Frontiere prosegue scrivendo che gli ospedali "non possono essere un obiettivo militare". Msf chiede che le strutture sanitarie siano rispettate e protette e che allo stesso tempo sia garantito l'accesso e l'incolumità delle persone che necessitano di cure.

"Ingenti sono le perdite di vite umane che le autorità palestinesi e israeliane stanno riportando su tutto il territorio di Israele e Gaza", scrivono ancora su X. "La portata distruttrice di questa grande violenza è enorme. Msf supporta entrambi gli ospedali colpiti, rispettivamente dal 2021 e dal 2011", si legge nella nota.

Il conflitto tra Israele e Hamas è riesploso questa mattina, quando il gruppo militante palestinese che controlla la striscia di Gaza ha lanciato migliaia di razzi contro il territorio dello Stato ebraico e infiltrato unità di terra che hanno anche rapito, secondo fonti israeliane, decine di ostaggi.

Israele ha risposto agli attacchi. L'operazione israeliana, denominata "Spade di ferro" ha visto, oltre ai raid aerei, le forze di terra intervenire per contrastare i miliziani infiltrati. Il bilancio delle vittime è provvisorio, i feriti centinaia da entrambe le parti.

"Siamo in guerra", è stata la prima dichiarazione del premier israeliano Nethanyau, che ha promesso che "il nemico pagherà un prezzo senza precedenti”.

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