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Conflitto Israelo-Palestinese

Israele, governo Netanyahu a rischio per Gaza: ultimatum del ministro del gabinetto di guerra Gantz

Il ministro del gabinetto di guerra israeliano Beny Gantz ha lanciato un ultimatum pubblico al premier Benyamin Netanyahu dichiarando che il suo partito lascerà il governo se il gabinetto non approverà una strategia per la guerra a Gaza entro l’8 giugno.
A cura di Antonio Palma
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Mentre la guerra a Gaza continua, con 800mila palestinesi costretti a fuggire da Rafah, il governo di Israele rischia di sfaldarsi. Il ministro del gabinetto di guerra Beny Gantz ha lanciato un ultimatum pubblico al premier  Benyamin Netanyahu dichiarando che il suo partito lascerà il governo se il gabinetto non approverà una strategia per la guerra a Gaza entro l'8 giugno. "Il gabinetto di guerra deve predisporre un piano d'azione sulla guerra entro l'8 giugno. Netanyahu deve scegliere, se non sceglierà usciremo dal governo" ha dichiarato sabato sera Gantz in una conferenza stampa convocata appositamente.

Secondo Gantz, il piano israeliano "deve prevedere sei obiettivi" tra i quali il ritorno degli ostaggi sequestrati il 7 ottobre da Hamas, la sconfitta del movimento armato palestinese e il rientro degli abitanti del nord di Israele alle loro case. "Ti conosco molto bene da anni come leader e patriota israeliano e sai cosa bisogna fare. Devi scegliere tra unità e faziosità, tra sionismo e cinismo, tra responsabilità e illegalità, tra vittoria e disastro" ha detto Gantz rivolto direttamente al Premier.

Gantz: "Per il futuro di Gaza serve direzione Usa-Ue-araba"

Il Ministro del gabinetto di guerra ha poi affermato che per il futuro di Gaza serve una guida a direzione Usa-Ue-araba ma senza Hamas e senza il leader dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen che controlla la Cisgiordania. La leadership israeliana "deve vedere il quadro generale, il Gabinetto di guerra deve decidere entro l'8 giugno di riportare a casa gli ostaggi, abbattere Hamas e smilitarizzare Gaza. Si deve imboccare una direzione Usa-Ue-araba-palestinese, che getti le basi di un alternativa futura a Gaza che non sia né Hamas né Abu Mazen" ha detto Gantz, sottolineando che la scelta "è nelle mani di Netanyahu. Il premier che 10 anni fa l'avrebbe fatto".

Netanyahu: "Gantz vuole la fine della guerra e la sconfitta di Israele"

Parole respinte con forza però dallo stesso Primo ministro israeliano che a stretto giro ha definito irricevibile l'ultimatum di Benny Gantz. "Mentre i nostri eroici combattenti combattono per distruggere i battaglioni di Hamas a Rafah, Gantz sceglie di lanciare un ultimatum al premier invece di lanciarne uno a Hamas" ha detto il premier Benyamin Netanyahu, aggiungendo: "Le condizioni poste da Benny Gantz sono parole vane il cui significato è chiaro: la fine della guerra e la sconfitta di Israele, il lasciare la maggior parte degli ostaggi al loro destino, il mantenimento di Hamas intatto e la creazione di uno Stato palestinese".

Unrwa: 800mila palestinesi costretti a fuggire da Rafah

Intanto l'Unrwa afferma che circa ottocentomila palestinesi sono stati costretti a fuggir» da Rafah dall'inizio dell'operazione militare di Israele. "Quasi la metà della popolazione di Rafah, ovvero 800.000 persone, è per strada, costretta a fuggire da quando le forze israeliane hanno iniziato l'operazione militare nell'area il 6 maggio. In risposta agli ordini di evacuazione che chiedevano alle persone di fuggire nelle cosiddette zone sicure, le persone si sono recate principalmente nelle zone centrali e a Khan Younis, anche negli edifici distrutti" ha affermato il capo dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Philippe Lazzarini. Intanto l'Idf ha chiesto agli abitanti dei quartieri costieri del nord di Gaza di evacuare. L'esercito israeliano ha chiesto ai palestinesi di altri quartieri del nord di Gaza di evacuare l'area, mentre prosegue l'operazione contro Hamas a Jabaliya.

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