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Iran, Shervin Haravi a Fanpage: “Cadrà il regime islamico, ma ora i prigionieri sono ancora più a rischio”

A Fanpage.it Shervin Haravi, avvocata italo iraniana e attivista dei diritti umani, ha spiegato cosa sta succedendo in Iran dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele: “Trump ha detto che da parte loro c’è l’interesse a far cadere il regime in pochi giorni. Il conflitto però si potrebbe allargare”.
A cura di Giorgia Venturini
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"Il regime islamico potrebbe cadere tra un mese secondo alcuni analisti, ma il conflitto si potrebbe allargare". A Fanpage.it Shervin Haravi, avvocata italo iraniana e attivista dei diritti umani, spiega cosa sta succedendo in Iran dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele nell'operazione militare che hanno chiamato "Ruggito del Leone". La risposta dell'Iran non si è fatta attendere: diverse ambasciate degli Stati Uniti in paesi del Medio Oriente hanno invitato gli americani all'estero a rimanere a casa. Ma cosa accadrà nei prossimi giorni? Come vive il popolo iraniano questi bombardamenti? Shervin Haravi ha fatto il punto sulla situazione.

Cosa pensa degli attacchi di oggi? Questo attacco di Usa e Israele aiuta il popolo iraniano e la sua rivoluzione?

Questi attacchi erano in preparazione da mesi. Oggi sono state attaccate 14 regioni. Prima di far scoppiare una guerra bisognava, però, adottare rigide sanzioni e inserire i Pasdaran, o Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC), nella lista dei gruppi terroristici. Si poteva anche espellere i rappresentanti della Repubblica Islamica dalle sedi diplomatiche e intervenire con attacchi cyber. Bisognava procedere per ordine. Se avessimo adottato manovre rigide, ora non dovremmo accettare che per finire un regime dobbiamo aspettarci bombardamenti. La guerra è contro il diritto alla vita. La tensione era evidente già nelle scorse settimane.

Questi attacchi creano dei sentimenti contrastanti. Da un lato c'è la preoccupazione di una guerra, dall'altro il popolo iraniano vuole la fine di questo regime. Questo è un dato certo, soprattutto dopo tutto il massacro delle repressioni di questi mesi. Se questi attacchi aiuteranno il popolo iraniano? Cadrà il regime ma sul piano geopolitico hanno dimostrato che c'è uno svuotamento del potere delle organizzazioni internazionali: siamo in un momento in cui quello che desideriamo noi, ovvero agire secondo diritto, non funziona.

Il ministro Crosetto ha detto che lo "scopo dell'attacco non è la guerra ma il cambio della politica in Iran". Cosa succederà invece secondo lei?

Sicuramente il regime islamico cadrà, tra qualche settimana o tra un mese. È stato ordinato al popolo iraniano di non uscire di casa. I bombardamenti continueranno. C'è anche grande preoccupazione per i prigionieri in carcere: adesso loro sono più a rischio, come succede per ogni prigioniero politico quando scoppia un conflitto. Da gennaio ci sono già state oltre 417 esecuzioni e adesso di certo non si fermeranno.

La speranza è che il regime e questa guerra non dureranno a lungo, gli analisti stimano un mese. Trump ha detto che da parte loro c'è l'interesse a farla durare poco. Però ora è anche vero che il conflitto si potrebbe allargare.

Il presidente americano ha anche detto che questo attacco è per difendere il popolo americano dalla minaccia iraniana. Era in pericolo il popolo americano?

È vero, ma non è solo il popolo americano a essere in pericolo. Tutto il mondo è in pericolo davanti alla Repubblica Islamica, è pericolosa. C'è una propaganda da parte della Repubblica Islamica che si basa su dichiarazioni false. Quando si era aperto infatti il tavolo dei negoziati, il popolo iraniano ha reagito in maniera negativa perché non si può negoziare con chi continua a fare massacri e a impiccare i prigionieri nelle carceri.

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