La polizia di Delhi – capitale dell'India – ha chiesto alle autorità sanitarie locali di individuare nuovi siti per le cremazioni dei defunti perché quelli attualmente autorizzati sono troppo pochi nel pieno della seconda ondata che sta investendo il paese e travolgendo ospedali, obitori e aree destinate ai riti funebri: anche nelle ultime 24 ore sono stati diagnosticati 386.452 nuovi casi – che portano il totale dei contagiati a 18.376.524 – mentre i morti sono stati 3.498, con un totale dall'inizio della pandemia che sfiora i 210 mila decessi. A Delhi sono state registrate 390 vittime, il numero più alto dall'inizio dell'emergenza sanitaria.

In India primi aiuti umanitari da USA e UE

In questo quadro il governo indiano non può che fare affidamento sugli aiuti umanitari: la carenza più importante è quello dell'ossigeno, e per questo gli Stati Uniti hanno fatto arrivare un apposito aereo militare contenente 400 bombole, attrezzature per gli ospedali e un milione di test per il coronavirus. Anche l'Europa sta però facendo la sua parte: "L'India ha bisogno del nostro sostegno e della nostra solidarietà. Sono molto grata a Francia, Italia, Austria, Finlandia e Irlanda per aver inviato ossigeno, apparecchiature mediche come ventilatori e farmaci COVID sotto il nostro Meccanismo di protezione civile. Siamo in questo insieme", ha scritto ieri su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a proposito degli aiuti inviati al paese asiatico.

L'India primo produttore mondiale di vaccini, ma non ne ha accesso

Secondo gli esperti l'unico modo per arginare l'ondata che sta travolgendo l'India è imporre un duro lockdown e avanzare con la campagna di vaccinazione: a partire da domani tutti gli adulti di età superiore ai 18 anni avranno diritto a una dose, ma sebbene il paese sia il più grande produttore mondiale di vaccini, non ha scorte sufficienti per 800 milioni di persone: a Mumbai, capitale finanziaria indiana con 20milioni di abitanti, le somministrazioni sono state sospese per tre giorni a causa dell'esaurimento delle scorte. L'India, insieme al Sudafrica e ad altri 100 paesi poveri del mondo, ha nei mesi scorsi avanzato la proposta di sospensione dei brevetti sui vaccini per la durata dell'emergenza sanitaria.