Mentre l'Italia si trova ad affrontare la seconda ondata di Coronavirus, in Iran è già arrivata la terza. Teheran ha infatti battuto due cupi record questa settimana, segnalando il maggior numero di morti in una sola giornata, dall'inizio dell'epidemia a marzo, e il maggior numero di nuove infezioni. La tv di Stato ieri ha annunciato che le vittime hanno superato quota 29mila e i contagi 508mila. Per questo, le autorità sanitarie hanno parlato di terza ondata, molto più grave delle prime due, come riporta il quotidiano inglese The Guardian, nel paese che è ormai esausto, anche a causa della crisi economica che diventa sempre più dura, mentre la fiducia nel governo diminuisce e gli ospedali riferiscono di unità di terapia intensiva ormai al collasso.

Secondo Mohammad Talebpour, il direttore dell'ospedale Sina, il più antico della Capitale, se gli iraniani non agiranno collettivamente e la malattia continuerà per altri 18 mesi, l'Iran potrebbe poter contare 300mila vittime. Ha anche aggiunto che un terzo del personale medico del suo ospedale ha già contratto la malattia. Intanto, la curva del contagio continua a salire. Solo nelle ultime 24 sono stati registrati 4.108 nuovi casi, appena in calo rispetto al record di 4.392 dell'8 ottobre, nonostante l'introduzione di regole restrittive come il distanziamento personale e l'uso obbligatorio delle mascherine all'aperto. Il governo ha introdotto sanzioni pesanti per coloro che non le rispettano, con multe a partire da 6 sterline da pagare entro due settimane dal verbale, ma se si calcola che il salario minimo mensile vale meno di 60sterline dopo un forte calo del valore della valuta, non sono cifre irrisorie. Il portavoce del governo, Ali Rabiei, ha insistito sul fatto che tutti i proventi delle multe sarebbero andati al ministero della Salute per combattere il Coronavirus.

Intanto, prosegue il braccio di ferro dell'esecutivo con le autorità sanitarie. Mohammad Reza Zafarghandi, il capo nominato dallo stato dell'Associazione medica iraniana, ha affermato che i funzionari hanno ignorato gli avvertimenti degli esperti e ha affermato che il personale medico in Iran è esausto. Ha attribuito la gravità della crisi al fatto che "alcune decisioni non sono state prese da esperti, come la riapertura di scuole con obbligo di frequenza o l'annuncio di protocolli che le persone non erano tenute a seguire". La malattia sembra diffondersi maggiormente nel contesto familiare, ma anche nei supermercati, a scuola e nei ristoranti, accusati di infrangere frequentemente le regole.