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Conflitto Israelo-Palestinese

Il segretario generale dell’ONU: “Già avviata inchiesta su Unrwa, ma no alla sospensione dei fondi”

Un’inchiesta sull’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi è già stata avviata, dopo le accuse secondo cui alcuni dipendenti sarebbero stati coinvolti nell’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. Ma non vanno sospesi i finanziamenti (come hanno già fatto alcuni Paesi, come l’Italia) perché ne va della sopravvivenza di 2 milioni di persone che vivono a Gaza. Lo ha detto Antonio Guterres.
A cura di Annalisa Girardi
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Dopo le accuse – secondo cui alcuni dipendenti dell'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi avrebbero partecipato al terribile attacco di Hamas del 7 ottobre – il segretario generale delle Nazioni Unite chiarisce: le indagini sono in corso e faranno chiarezza, ma nel frattempo è fondamentale continuare a finanziare l'Unrwa da cui dipende la sopravvivenza delle due milioni di persone che vivono a Gaza.

Antonio Guterres ha specificato che dei 12 membri dell'Agenzia accusati di essere coinvolti nella strage del 7 ottobre nove sono stati licenziati, uno è rimasto ucciso e le identità dei due rimanenti sono "in fase di chiarimento". Il segretario generale delle Nazioni Unite ha assicurato che l'organo di supervisione dell'Onu ha subito avviato un'inchiesta e che presto ci sarà anche una revisione indipendente dei fatti. Per poi fare il punto sui finanziamenti: dopo le accuse, infatti, nove Paesi tra cui anche l'Italia hanno subito sospeso i finanziamenti all'agenzia, ma secondo Guterres è importante assicurare continuità finanziaria all'Unrwa, da cui dipendono due milioni di persone.

Oltre all'Italia, hanno deciso di sospendere i fondi anche altri donatori come Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Finlandia, Australia, Canada, Paesi Bassi e Svizzera. Anche la Francia ha annunciato che sospenderà i finanziamenti: "La Francia non ha previsto un nuovo pagamento per la prima metà del 2024. Poi deciderà, quando sarà il momento, sulle azioni da intraprendere, insieme alle Nazioni Unite e ai principali donatori", ha annunciato il ministro degli Esteri francese.

Guterres ha detto di capire le preoccupazioni di questi Paesi, ma ha comunque esortato i governi a ripensarci. "L'Unrwa è la principale agenzia umanitaria a Gaza, da cui dipendono oltre 2 milioni di persone per la loro mera sopravvivenza", ha ribadito in una nota il capo dell'Unrwa Philippe Lazzarini. E ancora: "Molti soffrono la fame mentre il tempo stringe verso un'incombente carestia. L'Agenzia gestisce rifugi per oltre 1 milione di persone e fornisce cibo e assistenza sanitaria di base anche al culmine delle ostilità. Qualsiasi dipendente Unrwa coinvolto in atti di terrorismo sarà ritenuto responsabile, anche attraverso procedimenti penali".

Intanto, secondo quanto riporta il New York Times, l'accordo per il rilascio degli ostaggi in cambio di due mesi di stop alla guerra sarebbe vicino. Ci sono ancora circa cento israeliani detenuti da Hamas. I negoziati, guidati dagli Stati Uniti, potrebbero arrivare a un punto già nelle prossime settimane: sarebbe stata infatti messa a terra una bozza che sarà discussa oggi a Parigi, nelle trattative per un cessate il fuoco nella Striscia. Sempre secondo quanto riporta il quotidiano statunitense, in una prima fase di 30 giorni Hamas dovrebbe rilasciare – in cambio della tregua – donne, anziani e feriti. Negli altri 30 giorni di tregua, invece, sarebbero liberati gli altri ostaggi, quindi uomini e soldati israeliani. A Parigi sarà presente anche il direttore della CIA, William Burns, come mediatore ai negoziati. Ci saranno anche rappresentanti di Egitto e Qatar.

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