Con 30.200 casi positivi e 1.289 morti il governo portoghese si appresta a riaprire il paese al turismo. Nonostante la vicinanza con la Spagna, che ha fatto registrare numeri ben maggiori, Lisbona è riuscito a contenere l'epidemia imponendo il lockdown alle attività economiche, il distanziamento fisico tra le persone ma soprattutto impedendo ai "vicini di casa" di entrare nel paese. Per questo, ora che la situazione sembra essere sotto controllo, il ministro degli Esteri Augusto Santos Silva ha fatto sapere che il paese è pronto ad accogliere turisti provenienti da tutta Europa: “I turisti sono sempre i benvenuti in Portogallo”, ha dichiarato il ministro al quotidiano Observador, spiegando che saranno introdotti alcuni controlli sanitari in aeroporto, ma che non sarà imposta la quarantena obbligatoria per i viaggiatori in arrivo.

All'inizio di giugno il Portogallo riaprirà le frontiere; nel frattempo hanno già riaperto, seppur  con severe limitazioni, negozi, bar e ristoranti. L'economia del paese è fortemente dipendente dal comparto turistico e per questo il ha deciso di accelerare i tempi per una riapertura rassicurando i visitatori: “Il sistema sanitario del Portogallo risponde bene e questo è molto importante per permetterci di accogliere nuovamente le persone”, ha detto Santos Silva.

Le dichiarazioni del ministro arrivato all'indomani dell'indomani dell'annuncio della compagnia aerea low-cost britannica EasyJet, che opera in diverse città portoghesi, che ha fatto sapere che riprenderà un limitato numero di voli a partire dal prossimo mese. A maggio la compagnia aerea di bandiera Tap ha riavviato alcune delle sue operazioni internazionali, con voli verso Londra e Parigi. I voli da e verso l’Unione europea sono ancora temporaneamente sospesi fino al 15 giugno, seppure con qualche eccezione, anche in rotte da e verso nazioni di lingua portoghese come il Brasile. Il confine tra Spagna e Portogallo, chiuso ai turisti da marzo, resterà a sua volta chiuso fino alla metà del prossimo mese.