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Il nuovo presidente dello Ior: “Il Papa vuole che aiuti i poveri”

Jean-Baptiste de Franssu, da ieri numero uno dello Ior, ha detto: “La missione principale che il Papa ha in mente, quando parla dello Ior, è come la Chiesa, come la Santa Sede possa continuare ad aiutare sempre di più i poveri e la diffusione della fede”.
A cura di Davide Falcioni
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All'indomani della sua proclamazione alla presidenza dello Ior, l'Istituto per le Opere di Religione, il francese Jean-Baptiste de Franssu ha dichiarato a Radio Vaticana: "In primo luogo la missione principale che il Papa ha in mente, quando parla dello Ior, è come la Chiesa, come la Santa Sede possa continuare ad aiutare sempre di più i poveri e la diffusione della fede. Il secondo elemento – aggiunge – e questa è una caratteristica del Santo Padre, è la maggiore trasparenza. E questo esercizio di trasparenza era stato già iniziato da Papa Benedetto XVI: è stato lui che aveva nominato Ernst von Freyberg".

De Franssu: "Lo Ior non deve essere diverso dalle altre banche"

Il presidente della "banca vaticana" ha più volte ribadito il punto sulla trasparenza e sull'uniformità agli standard e alle regole internazionali. Per il 51enne, infatti, lo Ior non deve essere diverso rispetto a una qualsiasi altra banca, anche se rispetto alle altre banche deve avere "un focus molto importante sui clienti: dobbiamo assicurarci di rispondere alle aspettative del cliente, di rispondere alle esigenze delle congregazioni e delle diocesi e questo sia in termini di qualità del servizio che di qualità dei prodotti. Questo è un elemento che probabilmente caratterizzerà, ancora di più che nel passato, la fase II della riorganizzazione dello Ior rispetto alla fase I".

De Franssu: "Chiudere lo Ior? Il Papa lo ha valutato"

Jean-Baptiste de Franssu ha anche commentato l'eventualità, più volte emersa in passato, di chiudere definitivamente lo Ior a causa degli innumerevoli scandali che in passato lo hanno visto protagonista. Anche in questo caso il presidente è stato chiaro "Credo che il Santo Padre sia stato molto preciso al riguardo nel suo comunicato del 7 aprile. Era importante analizzare la possibilità di chiudere lo Ior, perché soltanto studiando la possibilità di chiudere l'Istituto, ci si è resi conto che si aveva bisogno dello Ior".

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