Il dottor Christian Jessen, medico e conduttore del programma inglese Malattie imbarazzanti, ha affermato che gli italiani stanno usando la pandemia di coronavirus come scusa per avere una "lunga siesta", pur riconoscendo all'istante che i suoi commenti potevano sembrare "un po ‘razzisti". Il dottor Jessen, nota star della tv, ha esternato le sue considerazioni nel corso di un’intervista telefonica a dir poco sconcertante, rilasciata ai microfoni di Fubar Radio:

Questo potrebbe sembrare un po razzista e dovrete scusarmi,  ma non pensate che il Coronavirus sia un po’ una scusa? Gli italiani usano  delle scuse per chiudere tutto e smettere di lavorare di lavorare per un po’, per avere una lunga siesta.

Mentre il bilancio delle vittime dell'epidemia di coronavirus in Italia ha superato i 1.000 casi, giovedì 12 marzo 2020, l'intero Paese rimane paralizzato, con negozi e attività commerciali non essenziali chiusi.

Quando gli è stato chiesto se fosse d'accordo con le decisioni di Boris Johnson di ritardare la chiusura delle scuole, Jessen ha dichiarato: "Sono molto d'accordo con lui. Penso che sia un'epidemia vissuta più nella stampa che nella realtà. Voglio dire, se pensi all'influenza stagionale, senza prenderla troppo sul serio, l'influenza uccide migliaia di persone ogni anno".

Chi è Christian Jessen

Christian Jessen è un medico e conduttore televisivo britannico di 42 anni. Jessen è conosciuto soprattutto per la conduzione su Channel4 del programmi Grassi contro magri e Malattie imbarazzanti che co-conduce con Pixie McKenna e Dawn Harper. I medesimi programmi che in Italia sono trasmessi regolarmente su Real Time. A parte la sua presenza in tv, nell'ambito medico collabora anche con diverse testate: Evening Standard, Daily Mail, Daily Express, FHM, Attitude, Closer e Arena. Ha studiato alla University College di Londra e conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nell'anno 2000, a cui ha aggiunto una laurea magistrale in salute sessuale, con particolare attenzione all'HIV e alla Malaria, studi per i quali ha trascorso più di due anni in Kenya e Uganda.

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837