Migliaia di persone in fila davanti ai negozi e interi supermercati svuotati di tutto, sono le scene da panico che si sono viste nelle scorse ore in Giappone, diretta conseguenza del terrore scatenato dall’epidemia di coronavirus nel Paese. Nonostante le rassicurazioni delle autorità nipponiche, i cittadini hanno preso d’assalto gli scaffali di numerosi supermercati e negozi di generi alimentari per fare scorte di viveri in attesa del peggio. A preoccupare tutti sono i nuovi numeri del contagio che hanno ripreso a crescere tanto da spingere il governo a pensare misure ancora più stringenti come un vero e proprio lockdown. A impensierire è proprio la situazione di Tokyo tanto che la governatrice della capitale, Yuriko Koike, ha chiesto ai residenti di rimanere a casa nei fine settimana per limitare la propagazione del virus.

Stop agli arrivi dall'Europa per evitare contagio

Tokyo infatti è divenuta il primo focolaio di coronavirus in Giappone, con 17 nuovi casi confermati che portano il totale delle infezioni nella capitale a 171. Il numero complessivo dei casi di infezione confermati in Giappone è aumentato a 1.923, e la conta delle vittime è salita a 53. Molti dei nuovi casi sono relativi a persone che hanno fatto ritorno dall'estero, inclusi gli Stati Uniti e le Filippine. Anche per questo il Giappone ha imposto un divieto all'ingresso di tutti i viaggiatori stranieri provenienti da 21 paesi europei e dall'Iran che si aggiungono a Cina e Corea. A cominciare dalla mezzanotte di ieri, le autorità giapponesi respingono chiunque sia stato nei 21 paesi mentre i visti sono sospesi.

In Giappone cancellati eventi sportivi e culturali

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha chiesto anche una proroga di altri 10 giorni alla cancellazione degli eventi sportivi e culturali, in vigore nel paese dal 26 febbraio scorso, spiegando che il governo ha bisogno di altro tempo per valutare l'efficacia delle misure di contenimento del nuovo coronavirus adottate sino a questo momento. La richiesta fondamentale però è quella al parlamento per concedergli più poteri in tema di controllo sui cittadini proprio per varare misure come il blocco degli spostamenti.

Governo vuole stato di emergenza nazionale per il coronavirus

La scelta del cambio di passo è scaturita però soprattutto a seguito dell’ultimo report sul Covid-19 stilato dal gruppo di esperti istituito dallo stesso Esecutivo capitanato da Shinzo Abe. Secondo la relazione, il numero di contagi in Giappone appare impostato su una traiettoria "dilagante", una valutazione che ha aperto la strada alla proclamazione dello stato di emergenza da parte del primo ministro. Il consiglio dei ministri infatti ha approvato questo mese il testo del disegno di legge che consentirebbe ad Abe di proclamare lo stato di emergenza nazionale, se reso necessario da un ulteriore allargamento dell'epidemia di coronavirus nel paese. Se approvato, il disegno di legge andrebbe ad emendare una legge approvata nel 2013 per gestire questo tipi di crisi e garantirebbe poteri straordinari in materia di ordine pubblico per un periodo di due anni.