Il ciclone Genzani devasta la città di Toamasina in madagascar: “40 morti e oltre 400 feriti”

Martedì 10 febbraio, il ciclone tropicale Gezani ha colpito la costa orientale del Madagascar, abbattendosi con particolare violenza sulla regione di Atsinanana e sulla città di Toamasina, la seconda più grande del paese.
L'emergenza innescata dal ciclone interessa mezzo milione di persone su tutta la provincia. Sul posto sono arrivati i volontari delle principali organizzazioni umanitarie, tra le quali i team di Azione Contro la Fame guidati dal presidente Robert Sebbag, anche lui sul posto: "Il ciclone ha causato distruzioni su vasta scala: case distrutte, quartieri allagati, strade inagibili e interruzioni diffuse dell'energia elettrica e delle telecomunicazioni".
Secondo gli ultimi aggiornamenti del Bureau National de Gestion des Risques et des Catastrophes (BNRGC) – l'ente nazionale per il monitoraggio delle catastrofi – il bilancio provvisorio è di 40 morti, 6 dispersi e oltre 400 feriti. Più di 260 mila persone sono state colpite dal ciclone e oltre 16 mila hanno dovuto lasciare le proprie case, trovando rifugio in centri di accoglienza già sotto forte pressione.
Il bilancio delle vittime dirette del ciclone però è solo una parte dell'emergenza. A causa del danneggiamento delle infrastrutture principali e della difficoltà di reperire cibo e beni di prima necessità, migliaia di famiglie sono rimaste senza niente compresa la casa: oltre 18 mila abitazioni sono state completamente distrutte e decine di migliaia risultano danneggiate o allagate.
I volontari di Azione Contro la Fame hanno quindi fornito supporto logistico, mettendo a disposizione attrezzature da lavoro, un generatore e una connessione satellitare per facilitare il coordinamento delle operazioni di emergenza. Le priorità attuali riguardano la realizzazione di alloggi temporanei, l’accesso all’acqua potabile e all’assistenza sanitaria, la distribuzione di aiuti alimentari e il ripristino dei servizi essenziali.
Un quadro particolarmente difficile se si considera che in Madagascar esiste da tempo una grave crisi umanitaria, oggi aggravata da eventi meteorologici estremi, e caratterizzata da insicurezza alimentare cronica, siccità ricorrenti nel sud ed elevata vulnerabilità agli shock climatici.
Nel 2025, oltre 1,2 milioni di persone nel sud del Madagascar si trovavano già in condizioni di insicurezza alimentare, e il passaggio del ciclone Gezani non potrà che aggravare la situazione, come denuncia Sebbag: "Nel Grande Sud, la principale emergenza resta la malnutrizione acuta tra i bambini più piccoli. La stagione di carestia e il forte calo della produzione agricola in molti distretti stanno aggravando ulteriormente la situazione". Nei prossimi giorni, i team di Azione Contro la Fame presenti nella regione distribuiranno kit da cucina e kit igienici a diversi rifugi, tra cui Toamasina II, per rispondere alle esigenze più urgenti.