Un uomo palestinese disteso sull'asfalto, ferito ma ancora vivo. Intorno a lui dei coloni israeliani nella città di Hebron, in Cisgiordania, caricano un militare dell'IDF a bordo di un'ambulanza: il soldato è stato ferito da una pugnalata ed è adagiato su una barella, ma le sue condizioni non sembrano essere gravi dal momento che lo si vede alzarsi e parlare con i suoi commilitoni. A rigor di logica l'aggressore palestinese, del tutto inoffensivo e ormai non più pericoloso, avrebbe dovuto essere catturato e arrestato, poi condotto in tribunale e sottoposto a un regolare processo. Quello che accade a Hebron ha invece dell'incredibile ed è stato immortalato in un video girato dall'associazione per la difesa dei diritti umani  B'Tselem. Le immagini mostrano un soldato israeliano ricaricare il fucile, puntarlo contro il palestinese a terra e premere il grilletto, colpendolo alla testa e uccidendolo. Un'esecuzione in piena regola.

Un testimone ha raccontato all’agenzia di stampa Maan: “Ho sentito degli spari, sono uscito di casa per controllare cosa fosse accaduto e ho visto diversi soldati israeliani e due giovani (palestinesi) sul terreno. Un soldato si è avvicinato a uno dei giovani che si muoveva (ancora) e ha aperto il fuoco… più tardi i soldati hanno coperto i due uccisi con dei teli neri e li hanno portati verso una destinazione sconosciuta”.

L'episodio purtroppo non stupisce chi negli ultimi mesi ha riferito di decine di casi analoghi. Dallo scorso ottobre, secondo l'agenzia di stampa Ma’an, almeno 203 palestinesi sono stati uccisi in quella che è stata definita "Intifada dei coltelli". I morti israeliani sono invece 30. Secondo il governo guidato da Benjamin Netanyahu le vittime palestinesi erano "attentatori intenzionati ad uccidere", ma come spiega anche Nena News più parti accusano le forze armate di Tel Aviv "esecuzioni extragiudiziali". I responsabili di attacchi, per lo più all'arma bianca, vengono spesso uccisi sul posto e in rari casi arrestati e processati. L'Isf ha sempre replicato alle accuse sostenendo che i soldati aprono il fuoco solo per legittima difesa, ma l'episodio di oggi sembra smentire questa tesi.