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Conflitto Israelo-Palestinese

Hamas apre al rilascio degli ostaggi in tre fasi, ma vuole il cessate il fuoco: la risposta di Israele

Ultimi aggiornamenti sulla guerra a Gaza di oggi, mercoledì 7 febbraio: Hamas ha presentato il proprio piano per il rilascio degli ostaggi israeliani. Sarebbe diviso in 3 fasi, ciascuno dalla durata di 45 giorni, ma in cambio vorrebbe il cessate il fuoco. Si attende la risposta di Israele dopo incontro tra Netanyahu e il Segretario di Stato americano Antony Blinken.
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A cura di Ida Artiaco
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Giornate decisive, queste, per il destino della guerra in Medioriente. Hamas non solo ha risposto con "atteggiamento positivo" all'accordo che era stato proposto da Qatar, Usa, Israele ed Egitto, ma ha anche presentato un proprio piano, suddiviso in tre fasi, e che prevede il rilascio di circa 1500 detenuti e il ritiro completo delle truppe di Tel Aviv da Gaza in cambio del rilascio degli ostaggi israeliani, che sarebbero ancora un centinaio nelle mani dell'organizzazione islamista.

Il piano in tre fasi proposto da Hamas

Secondo il piano proposto da Hamas il rilascio dei rapiti lo scorso 7 ottobre dovrebbe, dunque, avvenire in tre fasi ciascuna della durata di 45 giorni, per un totale di 135 giorni. Secondo la bozza del documento, visionata dalla CNN, la prima fase prevederebbe il rilascio di ostaggi israeliani, tra cui donne e bambini (sotto i 19 anni) "che non sono arruolati, così come anziani e malati, in cambio di un numero specifico di prigionieri palestinesi". Durante questa fase ci sarebbe anche "l’intensificazione degli aiuti umanitari, il trasferimento delle forze al di fuori delle aree popolate, l’avvio dei lavori di ricostruzione di ospedali, case e strutture in tutte le aree della Striscia di Gaza e la possibilità che le Nazioni Unite e le sue agenzie forniscano servizi umanitari e istituiscano campi abitativi per la popolazione".

La fase due vedrebbe il "completamento dei colloqui (indiretti) sui requisiti necessari per la continuazione della cessazione reciproca delle operazioni militari e il ritorno a uno stato di completa calma", durante la quale sarebbe previsto il rilascio di tutti gli ostaggi maschi detenuti a Gaza (civili e personale arruolato) "in cambio di un numero specifico di prigionieri palestinesi, continuando le misure umanitarie della prima fase, il ritiro delle forze israeliane fuori dai confini di tutti aree della Striscia di Gaza e la ricostruzione globale di case, strutture e infrastrutture che sono state distrutte in tutte le aree della Striscia di Gaza". Secondo calcoli dei media internazionali, la richiesta riguarderebbe un totale tra i tremila e i cinquemila prigionieri.

La fase tre mirerebbe "allo scambio di corpi e resti dei defunti da entrambe le parti dopo il loro arrivo e identificazione", mentre continuerebbero gli aiuti umanitari e la ricostruzione. Infine, Hamas propone che i garanti dell'accordo siano l'Egitto, il Qatar, la Turchia, la Russia e le Nazioni Unite. Non sarebbero dunque inclusi gli Stati Uniti, ma su quest'ultimo punto mancano conferme.

Quando arriverà la risposta di Israele

Si attende ora la risposta di Israele al piano presentato da Hamas. Secondo alcune indiscrezioni riportate dall'emittente televisiva Kan, il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe dato il suo ok al cessate il fuoco con Hamas nella Striscia di Gaza senza informare il gabinetto di guerra. Ma al momento mancano conferme. Di certo, il premier israeliano incontra oggi il Segretario di Stato americano Antony Blinken.

Lo stesso Blinken ha spiegato la visione degli Stati Uniti per una pace e una sicurezza durature nella regione e ha ribadito il sostegno americano alla creazione di uno Stato palestinese secondo quanto ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Matthew Miller, dopo i colloqui con Benyamin Netanyahu in Israele. "Il segretario ha anche sottolineato l'urgente necessità di allentare le tensioni in Cisgiordania e impedire l'espansione del conflitto", ha aggiunto Miller in una nota.

Il dibattito in corso all'interno della leadership israeliana riguarda la possibilità di respingere le richieste formulate da Hamas o avviare negoziati nel tentativo di ammorbidirle, ha dichiarato una fonte ai media locali. Oggi l'élite politica si riunirà per un colloquio con il primo ministro Benjamin Netanyahu e lì verrà presa una decisione in merito, ha spiegato il funzionario.

Intanto, secondo i media egiziani un nuovo ciclo di colloqui sugli ostaggi israeliani a Gaza mediato da Egitto e Qatar inizierà domani al Cairo. Il prossimo appuntamento da seguire per la giornata di oggi è la conferenza stampa di Netanyahu in programma all 18.30 ora italiana.

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