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Conflitto Israelo-Palestinese

Cos’è Hamas, cosa vuole e perchè ha attaccato Israele

Hamas è un’organizzazione politica e paramilitare islamista che controlla la Striscia di Gaza dal 2007. È la responsabile degli attacchi contro Israele, iniziati sabato 7 ottobre, e pone come obiettivo nel suo statuto la liberazione della Palestina da Israele.
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A cura di Andrea Miniutti
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Conflitto Israelo-Palestinese

Negli ultimi giorni il conflitto tra Israele e Palestina è ritornato al centro dell'attenzione mondiale in seguito all'attacco condotto dall'ala militare di Hamas, un'organizzazione politica e paramilitare che riunisce gli estremisti islamici palestinesi, il cui nome è l'acronimo in arabo di Movimento Islamico di Resistenza. La fazione di fatto controlla la Striscia di Gaza dal 2007, cioè da quando ha ottenuto il potere in quella regione in seguito ad un conflitto con Fatah, l'altra grande organizzazione politica palestinese.

Fondato nel 1987 dopo l'inizio della prima Intifada, Hamas nasce con l'intento di liberare con le armi la Palestina "storica", cioè il territorio coincidente con quello del Mandato britannico. Inoltre, non riconosce la legittimità dello Stato di Israele e, quindi, si oppone fortemente agli accordi di Oslo. Gli Stati Uniti, l'Unione Europea, il Canada, l'Egitto e il Giappone la definiscono come un'organizzazione terroristica.

Da anni Hamas organizza attentati contro soldati e civili israeliani, sia nei territori palestinesi che in quelli occupati da Tel Aviv. Infatti, lo statuto dell'organizzazione prevede che chi aderisce deve "combattere il male, schiacciarlo, e vincerlo cosicché la verità possa prevalere", sottintendendo che quella per la liberazione deve essere una lotta armata.

Cos'è Hamas e dove si trova?

Il Movimento di Resistenza Islamica nasce nel 1987 durante la prima Intifada, cioè quei moti di protesta della popolazione palestinese contro l'occupazione israeliana. I fondatori di Hamas sono lo sceicco Ahmad Yasin, ʿAbd al-ʿAzīz al-Rantīsī e Mahmud al-Zahar. Negli anni Novanta vengono create anche le brigate di Ezzedin al-Qassam, con l'obiettivo di riportare la Palestina alla sua estensione territoriale originale, cioè quella precedente alla risoluzione Onu del 1947 che divideva la regione in due stati. Non riconoscendo come legittimo lo Stato di Israele, Hamas si è opposta fermamente ai negoziati tra la Olp e Tel Aviv che – durante gli anni Novanta – hanno portato agli accordi di Oslo.

Come ha spiegato la professoressa Paola Carini a Fanpage, la storia di Hamas inizia ben prima del 1987:

Da svariati anni, infatti, all'interno del panorama politico palestinese si muovevano gruppi intenzionati a costituire il braccio politico locale della fratellanza musulmana. Hamas, quindi, trae le sue origini all'interno di un movimento regionale ben più ampio che in Palestina ha avuto una storia diversa, proprio in relazione al rapporto con Israele. L'islamismo è gradualmente cresciuto sia all'interno della Striscia di Gaza che in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

Tra il 1994 e il 2005 il Movimento ha organizzato attentati contro Israele. Alle elezioni del 2006 Hamas si presenta contro Fatah, la fazione che allora era al potere. Le elezioni dovevano rinnovare l'esecutivo dell'Autorità Nazionale Palestinese, il sistema di autogoverno creato dopo gli accordi di Oslo che esercita la propria sovranità sul territorio palestinese (Gerusalemme Est, Cisgiordania e Gaza).

Il risultato del voto spacca il Paese: a vincere è Hamas, che ottiene la maggior parte dei consensi nella Striscia grazie ad una forte campagna contro l'Anp. Fatah – che esprimeva sia il governo che il presidente – arriva secondo per sole 30mila schede, prendendo praticamente tutti i voti in Cisgiordania, e inizia ad osteggiare l'idea di una coabitazione tra le due fazioni. La tensione culmina nella battaglia di Gaza del 2007, con Hamas che in poco tempo si impossessa della sede locale dell'Anp e fa uccidere o espellere tutti gli esponenti di Fatah sul territorio. Da allora, le brigate di Ezzedin al-Qassam hanno il controllo del territorio.

In seguito a questi fatti, Israele ha risposto imponendo un embargo e intensificando la presenza attorno alla barriera di cemento e filo spinato che circonda la Striscia. Tutt'ora, con il blocco Tel Aviv detiene il controllo dello spazio aereo e marittimo dell'area, oltre che degli accessi nei varchi presenti lungo il muro. Questa politica di contenimento ha acceso gli scontri tra Hamas e Israele, un conflitto che dal 2008 a oggi ha provocato 5.365 morti palestinesi e quasi 63mila feriti, oltre che 52 morti e meno di 4mila tra le fila israeliane.

Quali sono i suoi obiettivi?

Il 18 agosto 1988 Hamas ha pubblicato il Patto del Movimento di Resistenza Islamica, lo statuto con i principi e le leggi che sostengono l'organizzazione. Tra gli articoli si legge che Hamas "dall’islam deriva le sue idee e i suoi precetti fondamentali, nonché la visione della vita, dell’universo e dell’umanità; e giudica tutte le sue azioni secondo l’islam, ed è ispirato dall’islam a correggere i suoi errori" e che si fonda sulla volontà di liberarsi da Israele, in quanto "crede che la terra di Palestina sia un sacro deposito, terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione":

Il Movimento di Resistenza Islamico consiste di musulmani che si sono dedicati interamente ad Allah e che lo adorano in verità – “Ho creato gli spiriti e gli uomini solo per lo scopo dell’adorazione” (dice Allah) – e che hanno riconosciuto i loro obblighi di fronte a se stessi, al loro popolo e alla loro terra. In tutto questo, hanno avuto timore di Allah e innalzato la bandiera del jihad di fronte agli oppressori, per liberare la terra e il popolo dall’immonda sporcizia, dall’impurità e dal male dell’oppressore.

Gli obiettivi e i desideri dell'organizzazione sono: "Combattere il male, schiacciarlo, e vincerlo cosicché la verità possa prevalere; le patrie ritornino ai loro legittimi proprietari; la chiamata alla preghiera si oda dalle moschee, proclamando l’istituzione di uno Stato islamico. Così il popolo e le cose torneranno ciascuno al suo posto legittimo. E l’aiuto si chiederà ad Allah". Il documento poi continua con le posizioni e le direttive sull'educazione dei giovani, sul ruolo della donna, sulla solidarietà sociale, sulle altre religioni e molto altro.

Chi sono i leader di Hamas?

Il leader politico di Hamas è Ismail Haniyeh, il braccio destro del fondatore del Movimento e preside emerito dell'Università Islamica di Gaza. È stato eletto primo ministro dell'Anp in seguito alle elezioni del 2006, ma a causa delle tensioni con Fatah ha dato dopo pochi mesi le dimissioni. Guida Hamas dal 2017 ed è colui che ha rivendicato gli attacchi di sabato mattina: "Siamo sul punto di riportare una grande vittoria e una netta conquista sul fronte di Gaza. Adesso basta, il ciclo delle intifada e delle rivoluzioni nella lotta per la liberazione della nostra terra e dei nostri prigionieri che marciscono nelle prigioni dell'occupazione deve finire", ha detto in un videomessaggio.

Accanto a Haniyeh c'è Yahya Ibrahim Hassan Sinwar, che è di fatto il sovrano di Gaza poiché tra i presenti nella regione è il funzionario di Hamas con il grado più alto. È il fondatore del ramo di sicurezza del Movimento, cioè il gruppo nato per punire i trasgressori delle rigide norme sulla moralità islamica e i palestinesi sospettati di collaborare con Israele: per la sua spietatezza è stato soprannominato “il macellaio di Khan Younis”, in riferimento al campo profughi nel quale è nato.

Infine troviamo Mohammed Deif, colui che è considerato essere la mente dietro l'attacco di sabato mattina. Dal 2002 è Capo delle Brigate Ezzedin al-Qassam, quindi è il comandante militare di Hamas. È soprannominato "il fantasma di Gaza": la sua ultima foto risale al 2001 e avrebbe riferito i dettagli dell'operazione "Alluvione Al-Aqsa" via telefono: ci sono addirittura dubbi sul fatto che Mohammed Deif sia il suo vero nome. Dal 2015 è nella lista dei terroristi globali del Dipartimento di Stato americano. Stando a quanto riportato da alcuni media israeliani, i bombardamenti su Gaza da parte di Tel Aviv avrebbero colpito anche la casa dove vivono i famigliari di Deif, i quali sarebbero morti. Alcune fonti palestinesi hanno confermato l'attacco sull'edificio, ma non si sono espressi sul presunto decesso dei parenti.

Chi sono i finanziatori di Hamas?

Hamas fa parte di un'alleanza regionale assieme alla Siria, all'Iran e al gruppo libanese Hezbollah che ha l'obiettivo di contrastare le politiche statunitensi nel Medio Oriente, ma intrattiene relazioni anche col Qatar, il quale è finanziatore di un piano da centinaia di milioni di dollari per sostenere le famiglie più povere di Gaza. Hamas ha alleati anche di tipo militare, come ad esempio il Movimento per la Jihad Islamica Palestinese, il secondo gruppo armato per grandezza nel territorio, con la quale organizza operazioni congiunte contro Israele.

Perchè Hamas ha attaccato Israele?

Parlando con Al Jazeera, il portavoce del Movimento, Khaled Qadomi, ha sostenuto che l'operazione militare di sabato è stata una risposta all'occupazione decennale del territorio palestinese da parte di Israele: "Vogliamo che la comunità internazionale interrompa le atrocità a Gaza e verso i nostri siti sacri, come Al-Aqsa: per questo abbiamo iniziato questa battaglia". Hamas e i suoi vertici hanno invitato le "nazioni arabe e islamiche" e "chiunque abbia una pistola" ad unirsi alla guerra per "mettere fine all'ultima occupazione sulla Terra".

Gli attentati di Hamas sono stati condannati dalla comunità internazionale, che ha espresso solidarietà nei confronti di Israele. In visita alla sinagoga di Roma, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato un'intensificazione della "protezione dei cittadini di religione ebraica anche sul nostro territorio" perché il "rischio di emulazione degli atti criminali che abbiamo visto da parte di Hamas potrebbe arrivare anche da noi" in Italia.

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