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Conflitto Israelo-Palestinese

Guerra a Gaza, Iacomini (Unicef): “1 bambino su 6 sotto i 2 anni soffre di malnutrizione acuta”

L’intervista di Fanpage.it ad Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia: “La situazione umanitaria in tutta la Striscia di Gaza è catastrofica. A Nord 1 bambino su 6 sotto i 2 anni d’età soffre di malnutrizione acuta e il 3% soffre di malnutrizione acuta grave. Manca tutto: dal cibo all’acqua potabile, rischio epatite ed epidemia di colera”.
Intervista a Andrea Iacomini
portavoce Unicef Italia.
A cura di Ida Artiaco
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"La situazione umanitaria in tutta la Striscia di Gaza è catastrofica. Tra i problemi più gravi c'è quello della malnutrizione: nella zona a Nord il 3% dei minori soffre di malnutrizione acuta grave e il 64% delle famiglie consuma un solo pasto al giorno. In questo modo il numero di bambini che rischia di morire in maniera prevedibile cresce e si va a sommare a quelli già morti per altri motivi".

Così Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia, ha commentato a Fanpage.it la disastrosa situazione in tutta la Striscia di Gaza, dove continua la guerra dopo l'attacco di Hamas a Israele dello scorso 7 ottobre. Il quale ha sottolineato che "manca tutto: cibo, acqua, kit igienico-sanitari, con conseguenze catastrofiche non solo per i bambini di oggi ma anche per le generazioni future".

Andrea Iacomini (Facebook).
Andrea Iacomini (Facebook).

Iacomini, cosa sta succedendo nella Striscia di Gaza?

"I numeri sono quelli che conosciamo. Direi che al momento la situazione è particolarmente grave dal punto di vista della malnutrizione in tutta la Striscia. È un tema di cui parliamo da tempo ma nelle ultime settimane i casi sono aumentati nella parte Nord, dove 1 bambino su 6 sotto i 2 anni d’età soffre di malnutrizione acuta e il 3% soffre di malnutrizione acuta grave, che di fatto è la forma più pericolosa per la vita".

E a Rafah (dove si teme una imminente offensiva di terra d'Israele)?

"A Rafah ci sono 600mila bambini, su 1 milione e 300mila persone ammassate per strada, che hanno bisogno di aiuto continuo. In questa zona c’è il 5% dei bambini sotto i 2 anni che soffre di malnutrizione acuta. In generale il 95% della famiglie, quindi quasi la totalità delle persone, limita i pasti e le porzioni: il 64% consuma un solo pasto al giorno. Di fatto i genitori di quasi tutti i bambini palestinesi hanno limitato la quantità di cibo per garantirne ai più piccoli.

Mentre il conflitto entra nella sua 20esima settimana noi ci troviamo di fronte ad una emergenza legata alla malnutrizione. È chiaro che alla luce di tutto questo abbiamo un numero di bambini che rischia di morire in maniera prevedibile in aumento, che si andrebbe a sommare a quelli già morti per altri motivi".

Quale è la soluzione?

"Se il conflitto di fatto non cessa oggi la malnutrizione precipiterà e ci saranno tanti morti e problemi di salute non soltanto per i bambini di Gaza di oggi ma anche delle generazioni future. Manca tutto: cibo, acqua, servizi sanitari nutrizionali. Non ci sono solo morti e feriti, ma anche 19mila bambini separati dai genitori il cui ricongiungimento è difficile, più di 1000 sono introvabili perché ancora sotto le macerie.

Questo quadro già drammatico si somma a epidemie varie legate alla mancanza di acqua potabile (le famiglie hanno sono un litro al giorno a disposizione), come l’epatite A e il rischio di colera che potrebbe fare strage nella strage. Siamo di fronte a una catastrofe umanitaria".

L'arrivo degli aiuti è più difficile rispetto ai mesi scorsi?

"All’inizio chiedevamo 100 camion al giorno, poi sono aumentati dal valico di Rafah e in seguito il numero è di nuovo diminuito. È chiaro che se ci sono limitazioni molto forti c'è anche un ulteriore aggravamento della situazione che diventa ingestibile. In più si aggiunga che adesso fa freddo".

Alcuni esperti Onu hanno denunciato in un rapporto stupri e violenze subite da donne e bambine palestinesi dal 7 ottobre. Cosa ne pensa?

"Noi non abbiamo prove di nessun tipo, non abbiamo evidenze e soprattutto non prendiamo nessuna parte. Noi vediamo solo che ci sono bambini che stanno in mezzo a questo disastro, dall’una e dall’altre parte. Invece di inneggiare a una pace che sia comune, i minori pagano il prezzo delle violenze di una crisi che non ha né vincitori e né vinti né una ragione ma popolazioni intere che patiscono dolori enormi.

I bambini hanno vissuto traumi terribili, hanno visto genitori uccisi, mamme violentate, aerei bombardare le proprie case, fratelli sparire, molti non dormono e non riescono ad avere una vita normale. Nessuno in questa situazione è migliore dell’altro, c’è un prezzo altissimo che viene pagato soprattutto dai più piccoli".

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