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Conflitto Israelo-Palestinese

Gli USA ribadiscono: “No al cessate il fuoco a Gaza, ma Israele deve proteggere i civili”

Gli USA hanno ribadito che non sosterranno “un cessate il fuoco generale a Gaza”. A dirlo il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana John Kirby  in un briefing con la stampa. “Vogliamo che la guerra finisca, ma quello che serve ora è una tregua umanitaria”.
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A cura di Davide Falcioni
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Gli Stati Uniti hanno ribadito che non intendono sostenere "un cessate il fuoco generale a Gaza". Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana John Kirby  in un briefing con la stampa. "Vogliamo che la guerra finisca, ma quello che serve ora è una tregua umanitaria", ha sottolineato il funzionario della Casa Bianca, affermando anche di non "poter confermare le notizie sulla morte di civili a Rafah in attacchi israeliani".

Durante un incontro con la stampa Kirby ha specificato di non hanno mai detto che Israele non dovrebbe spingersi a Rafah per eliminare obiettivi di Hamas, ma solo che "Israele ha l'obbligo" di proteggere i civili palestinesi; per questa ragione – ha specificato il funzionario della Casa Bianca – il governo di Tel Aviv è tenuto a organizzare un efficace piano umanitario per tutti i non belligeranti: "Il numero corretto di vittime civili è zero. Non vogliamo vedere un solo morto civile innocente, israeliano o palestinese", ha detto Kirby.

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Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana ha inoltre dichiarato che Israele ha sentito "forte e chiaro" ciò che gli Stati Uniti si aspettano. Durante il briefing ha anche affermato che gli Stati Uniti continueranno a sostenere Israele in modo che possa difendersi.

Numerosi giornalisti hanno chiesto a Kirby che cosa faranno gli Stati Uniti se Israele non dovesse dotarsi di un piano per proteggere i civili a Rafah, scenario che il funzionario ha glissato come "solo ipotetico".

Il Procuratore Capo della CPI: "Preoccupato per l'incursione di Israele a Rafah"

Ben più realistica sembra invece la prospettiva di una carneficina al procuratore capo della Corte Penale Internazionale (CPI), Karim Khan, che in una dichiarazione su X si è detto "profondamente preoccupato per il bombardamento segnalato e la potenziale incursione di terra da parte delle forze israeliane". Il magistrato ha aggiunto che il suo ufficio "sta indagando attivamente su tutti i crimini presumibilmente commessi", aggiungendo che "coloro che violano la legge saranno ritenuti responsabili".

ONU: "A Rafah prospettiva terrificante"

Anche l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha le idee molto più chiare di Kirby. In una nota ufficiale ha infatti scritto: "Considerando la carneficina che ha avuto luogo finora a Gaza, possiamo immaginare perfettamente cosa accadrà a Rafah". "Una potenziale incursione militare a tutti gli effetti a Rafah – dove circa 1,5 milioni di palestinesi sono ammassati contro il confine egiziano senza nessun altro posto in cui fuggire – è terrificante, data la prospettiva che un numero estremamente elevato di civili, ancora una volta per lo più bambini e donne, saranno probabilmente uccisi e feriti".

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