Non è solo il governo italiano a dover fare i conti con le regioni. Anche quello tedesco, infatti, era intenzionato a imporre ulteriori e più severe restrizioni per contenere i contagi da coronavirus ma ha dovuto vedersela con le proteste dei Länder. Dopo aver varato un "lockdown soft" escludendo dalle chiusure scuole e negozi Angela Merkel e i suoi collaboratori del governo erano infatti intenzionati a limitare gli incontri tra privati, consentendoli solo trai membri della stessa famiglia con al massimo due persone di un altro nucleo. Il provvedimento, inoltre, avrebbe previsto che nel tempo libero i giovani potessero incontrare solo un amico, proibendo cene e feste almeno fino alle feste di Natale. Al vaglio del governo c’era inoltre l’obbligo di quarantena di una settimana per chi avesse avuto solo i sintomi del raffreddore. Tali limitazioni avrebbero dovuto diventare obbligatorie ma dopo le proteste delle regioni sono diventate solo delle raccomandazioni alla popolazione.

Anche le scuole, che il governo tedesco voleva chiudere, rimarranno aperte anche se sarà naturalmente obbligatorio indossare la mascherina sia per gli studenti che per gli insegnanti e anche durante le lezioni. Si sta inoltre pensando di ridurre ulteriormente il numero degli alunni nelle classi, dividendole in due gruppi più piccoli. Tra una settimana, in base all’andamento dei contagi, governo e Länder decideranno cosa fare. Nel nuovo piano del governo tedesco si prevede anche che le persone maggiormente esposte al rischio contagio, come anziani e malati, possano ricevere da dicembre mascherine Ffp2 (più protettive) a un prezzo scontato. Nell'ultima settimana ci sono stati l’incidenza è stata di 157,5 nuovi casi a settimana ogni 100mila abitanti. Scopo del governo tedesco è avvicinarsi a un’incidenza di 50 positivi ogni 100mila abitanti: solo allora, secondo Merkel, sarà davvero possibile tenere il virus sotto controllo.