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Conflitto Israelo-Palestinese

Gaza, Medici Senza frontiere: “Prove di ripetuti attacchi di Israele contro nostri veicoli”

L’organizzazione umanitaria ha accusato apertamente l’esercito israeliano di aver preso di mira deliberatamente suoi convogli, mezzi e strutture mediche a Gaza City, durante la guerra contro Hamas nella Striscia, e chiede un’indagine indipendente per stabilire i fatti e le responsabilità.
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A cura di Antonio Palma
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"Tutti gli elementi indicano che l'esercito israeliano è responsabile dell'attacco al convoglio di evacuazione di Medici Senza Frontiere del 18 novembre scorso", così l'organizzazione umanitaria ha accusato apertamente l'Idf di aver preso di mira deliberatamente il convoglio a Gaza City durante la guerra contro Hamas nella Striscia.

Nell'episodio furono uccise due persone, entrambe familiari di membri dello staff di MSF, tra cui un volontario che supportava l’azione medica all'ospedale di Al Shifa. Msf ricorda che sui mezzi bianchi era ben visibile il simbolo dell’organizzazione.

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"A distanza di due settimane, dopo aver raccolto le testimonianze del personale presente quel giorno nel convoglio, MSF ritiene che tutti gli elementi indichino l'esercito israeliano come responsabile di questo attacco. MSF ha chiesto una spiegazione formale alle autorità israeliane, oltre a un'indagine indipendente per stabilire i fatti e le responsabilità" aggiungono dalla Ong.

Allo stesso modo l'organizzazione ha annunciato di aver raccolto anche testimonianze su un altro attacco avvenuto a Gaza due giorni dopo, il 20 novembre scorso, e che ha distrutto cinque suoi veicoli e causato gravi danni a una clinica a Gaza City. Infine segnala la distruzione da parte di un carro armato israeliano di un minibus, anch'esso chiaramente identificato con il logo dell'organizzazione e mandato per sostituire i veicoli precedenti.

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"Questi attacchi possono essere attribuiti all'intervento di un bulldozer e di un veicolo militare pesante dell’esercito israeliano. I cinque veicoli, usati nell’evacuazione del 18 novembre, erano potenziali prove, nel caso di un'indagine indipendente sull'attacco al convoglio di MSF. Quel giorno colpi di arma da fuoco sono stati indirizzati verso strutture di MSF, dove membri dello staff e familiari si erano rifugiati, lasciando fori di proiettile nelle pareti interne" sostiene Msf, concludendo: "MSF condanna ancora una volta e con la massima fermezza l'attacco al suo convoglio e porge nuovamente le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Il personale e i familiari che hanno vissuto questa tragedia sono rimasti intrappolati nelle strutture di MSF in mezzo a pesanti combattimenti, senza elettricità e con accesso limitato a cibo e acqua, per quasi due settimane, prima di poter essere evacuati nel sud della Striscia di Gaza il 24 novembre"

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