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Conflitto Israelo-Palestinese

Gaza, Israele non approva più i convogli Onu e Netanyahu rilancia: “A Rafah per vittoria assoluta”

L’Onu ha annunciato che Israele non approverà più i convogli umanitari Unrwa, l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi. Netanyahu intanto rilancia l’attacco a Rafah. “Il male assoluto non può essere sconfitto lasciandolo a Rafah, entreremo e otterremo la vittoria assoluta”.
A cura di Antonio Palma
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Si allontana sempre di più la possibilità di una tregua nel breve periodo a Gaza. Mentre i colloqui in corso a Doha tra Hamas e Israele si sono rivelati infruttuosi, Netanyahu ha rilanciato il piano di attacco a Rafah, affermando: "Entreremo a Rafah, otterremo la vittoria assoluta ed uccideremo Sinwar", l'uomo considerato leader di Hamas. Nel frattempo l'Onu ha annunciato che Israele non approverà più i convogli Unrwa verso il nord di Gaza e Hamas ha aggiornato il bilancio delle vittime palestinesi a 32.226 morti e 74.518 feriti.

Secondo fonti arabe, i delegati di Hamas sarebbero rimasti insoddisfatti delle posizioni presentate a Doha dalla delegazione di Israele. "Israele non ha fatto riferimento al cessate il fuoco e al ritiro delle forze da Gaza. Le nostre richieste erano realistiche, ma non c'è una volontà di Israele di raggiungere un accordo. Noi vogliamo un meccanismo chiaro e reale per un cessate il fuoco e per il rientro degli sfollati" ha dichiarato una fonte alla rete televisiva Al-Arabiya.

In precedenza la delegazione israeliana per i negoziati aveva annunciato di aver accettato una proposta di compromesso, avanzata dagli Usa, sul rapporto che dovrebbe essere stabilito tra la liberazione di ciascun israeliano ostaggio di Hamas e il numero di prigionieri palestinesi reclusi in Israele che dovrebbero essere rilasciati. Si parla della liberazione di 800 detenuti palestinesi per 40 ostaggi.

"Chiedo il rilascio immediato degli ostaggi a Gaza ma nulla giustifica la punizione collettiva dei palestinesi nella Striscia di Gaza", ha dichiarato intanto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, in una conferenza stampa svolta al Cairo dopo un incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi e alla presenza del capo dell'Unrwa, l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, Philippe Lazzarini. Tornando a sollecitare "un cessate il fuoco immediato",  Guterres  ha invitato i Paesi membri a non far mancare i finanziamenti all'Unrwa, che "svolge un ruolo vitale".

Philippe Lazzarini ha annunciato però che, dopo le accuse su presunte complicità coi terroristi del 7 ottobre, Israele non approverà più i convogli Unrwa. "Nonostante la tragedia che si sta consumando sotto i nostri occhi, le autorità israeliane hanno comunicato all'Onu che non approveranno più alcun convoglio alimentari Unrwa verso il nord. Questo è oltraggioso e rende intenzionale ostacolare l'assistenza salvavita durante una carestia provocata dall'uomo" ha spiegato Lazzarini. "Bloccare le consegne di cibo da parte dell'Unrwa significa di fatto negare alle persone che muoiono di fame la possibilità di sopravvivere. Questa decisione deve essere urgentemente revocata. I livelli di fame sono acuti. Tutti gli sforzi per consegnare il cibo non solo dovrebbero essere consentiti, ma ci dovrebbe essere un'immediata accelerazione delle consegne di cibo" ha dichiarato anche il direttore dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Il Premier israeliano Netanyahu intanto rilancia l'attacco a Rafah. "Entreremo a Rafah e otterremo la vittoria assoluta. Abbiamo eliminato Haman ed elimineremo Sinwar" ha detto Netanyahu oggi durante la celebrazione della festa ebraica di Purim insieme agli ufficiali del battaglione Erez della polizia militare. "Il male assoluto non può essere sconfitto lasciandolo a Rafah" ha aggiunto. Il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito però il primo ministro israeliano che qualsiasi "trasferimento forzato della popolazione" costituirebbe un "crimine di guerra".

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