Era stato celebrato come un eroe dalla stampa britannica e insignito della prestigiosa Conspicuous Gallantry Cross, una delle massime onorificenze militari inglesi, per aver salvato il suo battaglione dal possibile scoppio di una granata. A nove anni dall'evento però il nome di Deacon Cutterham, veterano dell'esercito di Sua Maestà britannica e reduce di guerra, è stato messo in dubbio dai suoi stessi ex commilitoni. Secondo le testimonianze che questi ultimi hanno fornito in esclusiva alla Bbc, le cose non sono andate così come Cutterham ha raccontato in diverse interviste.

Il giovane soldato, 37 anni originario di Bristol, è entrato nell'esercito quando aveva 16 anni e ha servito sia in Iraq che in Afghanistan. L'incidente con la granata che ora viene messo in dubbio, è avvenuto nel 2012 quando Cutterham, con il 1 ° battaglione dei fucilieri, era a capo di una pattuglia nel distretto di Nahr-e-Saraj nella provincia di Helmand, nel sud dell'Afghanistan. Stando al suo racconto, e alla versione ufficiale certificata dallo stato maggiore dell'esercito al tempo delle onorificenze, avrebbe recuperato a mani nude una granata che era stata scagliata contro la sua pattuglia "dai Talebani", lanciandola via prima che esplodesse. La Gallantry Cross viene assegnata proprio in occasione di atti di grande altruismo come questo e il nome di Cutterham era stato proposto dai suoi ufficiali.

Nessuno contesta che quel giorno sia esplosa una granata, tutti i presenti hanno detto di aver sentito un'esplosione, ma che questa non sarebbe stata lanciata dai Talebani. Cutterham infatti si sarebbe limitato a recuperare in extremis l'esplosivo fornitogli in dotazione che gli era sfuggito di mano. Tra le testimonianze, un soldato ha raccontato che, dopo un controllo dell'attrezzatura quando la pattuglia è tornata alla base, mancava proprio una granata. Inoltre l'attacco non ha avuto conseguenze: dopo il lancio nessun membro dei talebani è stato visto nelle vicinanze dell'area e nessun colpo di arma da fuoco è stato sparato. Interpellato dalla Bbc il Ministero della Difesa non ha fornito nessuna dichiarazione ufficiale che smentisca o confermi l'episodio, Cutterham nel frattempo nega tutte le accuse.

A spingere gli ex colleghi a denunciare l'accaduto a distanza di così tanto tempo è stato lo sdegno. Il giovane soldato aveva deciso di vendere all'asta la sua collezione di 7 tra medaglie e altre onorificenze militari, compresa la Gallantry Cross, sperando di ricavarci almeno 120.000 sterline. Gli autori della denuncia non hanno digerito il tentativo di Cutterham di trarre profitto da una medaglia che non ha meritato: "Non ci importava se voleva sembrare coraggioso agli occhi della gente. Quello che ci interessa ora è che non ci guadagni finanziariamente".