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Egitto, ancora sangue: 7 morti e 261 feriti al Cairo

I Fratelli Musulmani continuano a protestare contro il colpo di stato militare che ha destituito il presidente Morsi.
A cura di Davide Falcioni
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Khaled el-Khateib, alto funzionario del ministero della sanità egiziano, ha comunicato che il bilancio degli scontri della scorsa notte al Cairo è di almeno sette morti e 261 feriti. Le violenze sono iniziate ieri sera e si sono protratte per tutta la notte e le prime ore del mattino. Mohamed Sultan, capo dei servizi di emergenza egiziani, ha reso noto che 5 persone sono morte nel distretto di Giza e altre due in un ponte nel centro del Cairo. I Fratelli Musulmani hanno detto che la polizia ha utilizzato anche pallottole da caccia direttamente addosso ai manifestanti, che protestano ormai da due settimane contro il colpo di styato che ha destituito Morsi e consegnato il paese all'esercito, in attesa di una nuova Costituzione e di elezioni presidenziali e parlamentari.

Ma oltre ai morti e feriti è altissimo il numero di persone che hanno accusato malori inalando i gas lacrimogeni sparati dalle forze dell'ordine. Alcuni sono stati portati in ospedale, altri curati in situazioni "di fortuna". Nicole Johnston, inviato di Al Jazeera, ha raccontato che le forze armate hanno lasciato il controllo dell'ordine pubblico alla polizia, tenendosi in disparte e non partecipando agli socntri: "Molte persone hanno spiegato che è loro intenzione cercare di paralizzare le strade principali della città, ma ogni volta che tentano di farlo la reazione della polizia è molto violenta". La scorsa settimana sono stati uccisi 53 dimostranti pro-Morsi.

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