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Dopo Fukushima il Giappone insiste: “Sì a nuove centrali nucleari”

Il primo ministro Shinzo Abe ha chiesto la riapertura di alcuni siti nucleari chiusi e annunciato di essere favorevole alla costruzione di nuove centrali.
A cura di D. F.
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L'incidente nucleare di Fukushima evidentemente non è bastato. Shinzo Abe, premier giapponese, ha infatti dichiarato di voler riattivare 12 dei 50 reattori nucleari del paese nell'ambito della prossima approvazione della strategia energetica di lungo corso. Non solo: non è escluso che il primo ministro avalli la possibilità di costruire nuove centrali. Naturalmente la notizia ha fatto discutere non poco, tra favorevoli e contrari. I primi sostengono che l'energia nucleare sia estremamente vantaggiosa in termini economici, mentre i secondi temono per la sicurezza degli impianti e sono poco propensi a credere alle rassicurazioni dell'Oms che, dopo l'incidente di Fukushima, ha dichiarato che per la popolazione locale non esistono pericoli, né sono stati accertati tumori aggiuntivi rispetto ai cosiddetti "livelli standard". Intanto i paesi lontani temono la contaminazione dell'oceano: anche in questo caso gli enti ufficiali tentano di rassicurare.

La situazione tuttavia appare piuttosto complessa: qualche mese fa Tokio ha confessato che la situazione della centrale è piuttosto preoccupante e che per la bonifica del sito occorreranno almeno altri 40 anni. Nel frattempo si dovrà escogitare una soluzione a due problemi principali: come evitare di scaricare nell’oceano tonnellate di acqua contaminata e come estrarre le barre di combustibile dall’attuale sito, manovra delicata, mai effettuata prima di oggi e ad alto rischio. Non da scenari catastrofici come citato su alcuni media, ma sicuramente rischiosa e molto costosa (11 miliardi secondo Bloomberg).

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