Crans-Montana, spariti i video di 250 telecamere. Moretti accusa una cameriera morta: “Voleva dare spettacolo”

"Uno dei migliori tassi di risoluzione dei reati in Svizzera": è quanto recitava lo scorso anno un comunicato stampa della polizia di Crans-Montana, attribuendo un ruolo decisivo alla scelta del comune svizzero di installare, a partire dal 2006, ben 250 telecamere di videosorveglianza su tutto il territorio allo scopo di garantire la sicurezza dei residenti e delle migliaia di turisti che ogni anno raggiungono la località del cantone Vallese.
Eppure, secondo quanto rivelato dalla testata elvetica in lingua tedesca NZZ, gran parte dei filmati della notte della strage di Capodanno e del giorno successivo è scomparsa. La polizia avrebbe recuperato video girati solo dalla mezzanotte alle 6 del mattino del primo gennaio, mentre il materiale precedente e quello successivo è stato automaticamente cancellato una settimana dopo il disastro.
Il comandante della polizia Yves Sautain ha inviato una lettera al Ministero pubblico, visionata dalla NZZ, nella quale riferisce di non avere più accesso alle registrazioni. Secondo quanto emerge dal documento, il pubblico ministero titolare delle indagini sulla strage avrebbe richiesto ulteriori immagini solo il 15 gennaio, ovvero una settimana dopo la loro cancellazione automatica.
La tempistica dell’intervento solleva però non pochi dubbi, anche perché già dal 1° gennaio era stato dato l’ordine di mettere in sicurezza e analizzare le immagini, senza tuttavia indicare un preciso arco temporale. Il regolamento della polizia prevede infatti la cancellazione dei filmati dopo una settimana; una raccomandazione stabilisce tuttavia che, "in caso di reati", i dati debbano essere "distrutti al più tardi entro 100 giorni". Quel materiale, di conseguenza, avrebbe dovuto essere ancora a disposizione degli inquirenti.
Moretti incolpa una cameriera morta nel rogo: "Le piaceva dare spettacolo"
Nel frattempo il quotidiano francese Le Parisien ha riportato alcuni stralci dell'interrogatorio a cui il 20 e 21 gennaio sono stati sottoposti Jacques e Jessica Moretti, titolari del bar Constellation, teatro della tragedia. Le udienze si sono tenute davanti a una trentina di avvocati che rappresentavano le famiglie delle vittime, oltre ai tre pubblici ministeri, e miravano a far luce sulle circostanze della strage.

Ebbene, in quella circostanza Jacques Moretti non ha esitato a puntare il dito contro alcuni suoi dipendenti menzionando nello specifico Cyane Panine, una cameriera di 24 anni morta nel rogo: sarebbe stata lei, secondo Moretti, a portate le bottiglie con le candele che hanno dato inizio all'incendio: "Non le ho proibito di farlo. Non le ho comunicato alcuna istruzione di sicurezza. Non abbiamo notato alcun pericolo. A Cyane piaceva farlo, era uno spettacolo, le piaceva mettere in scena uno spettacolo", ha dichiarato Moretti durante l'udienza. Sua moglie Jessica ha poi confermato le sue dichiarazioni.
"A Cyane piaceva girare con quelle bottiglie; lo faceva di sua spontanea volontà. Se avessi pensato al minimo rischio, glielo avrei proibito. In dieci anni di gestione dell'attività, non ho mai pensato che potesse esserci alcun pericolo , ha dichiarato Moretti, confermando anche che il personale di Constellation a non aveva ricevuto nessuna formazione sulla sicurezza antincendio: "Non c'era alcuna formazione, ma ai dipendenti venivano spiegate le procedure da seguire in caso di incendio durante una visita guidata all'azienda".