Crans-Montana, risarcimento miliardario per le famiglie delle vittime: “Tempi lunghi, anche 10-15 anni”

Il risarcimento per le famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana potrebbe aggirarsi tra i 600 mila franchi e il miliardo, (in euro pari a 650 mila e oltre il miliardo). I tempi però potrebbero essere decisamente lunghi, e arrivare fino a 15 anni.
Sono le stime fornite dal professore di diritto privato all'Università di Friburgo, Pascal Pichonnaz, al quotidiano svizzero Le Nouvelliste, il risarcimento in sede civile sarebbe dovuto in ragione delle cure mediche, della perdita di reddito e del danno morale.
Chi riceverà il risarcimento per i fatti di Crans-Monatana
La notte del 31 dicembre nel locale Le Constellation sono morte 40 persone, prevalentemente di nazionalità svizzera, francese e italiana. Molti familiari stanno seguendo gli sviluppi giudiziari attraverso la costituzione come parte civile, scelta annunciata anche dal governo italiano.
Ci sono poi le 116 persone ferite, molte delle quali si trovano ancora in ospedale e che hanno riportato danni gravi o permanenti. Anche queste hanno diritto al risarcimento. Le stime dell'Istituto svizzero di assicurazione per gli infortuni (Suva) indicano che la spesa si aggira tra 650mila e 1,6 milioni di franchi a persona, e rapportata ai feriti gravi, la cifra arriva a 180 milioni di franchi.
Quando verranno corrisposti i risarcimenti
Parallelamente all'inchiesta penale sull'incendio della Constellation, un altro processo sta per iniziare, quello civile, che determinerà i risarcimenti dovuti ai danni sia materiali che morali. I due procedimenti non viaggiano su binari separati ma sono strettamente legati. La costituzione di parte civile, infatti, segue i tempi del procedimento penale.
Per arrivare alla conclusione, di conseguenza, potrebbero volerci "tra i 10 e i 15 anni", secondo l'esperto di Friburgo. Tempi lunghissimi soprattutto per coloro che sono usciti dall'inferno di Crans-Montana riportando gravi conseguenze fisiche, anche permanenti e invalidanti. I tempi non sono dalla loro parte, a meno che non si giunga a un accordo stragiudiziale, anticipando quindi i tempi della giustizia.