Crans Montana, interrogata la fotografa sopravvissuta: “Ho visto un estintore ma nessuno lo usava”

"Jessica Moretti mi disse di fare delle fotografie e il video dello show dei camerieri con le bottiglie e le candele scintillanti ma nessuno sapeva dei pericoli", lo ha ribadito agli inquirenti svizzeri la diciottenne Rozerin Ozkaytan, la giovane fotografa che che la sera della tragedia di Capodanno a Crans Montana si trovava all'interno del Constellation proprio per immortalare quello spettacolo da cui poi si sono innescate le fiamme costate la vita a 41 persone e il ferimento di un altro centinaio tra cui anche lei.
La giovane, che non era dipendente ma era stata incaricata dai gestori del locale di fare da social media e riprendere i momenti della serata da pubblicare poi sui social, è scampata alla tragedia per un soffio, rimanendo gravemente ustionata dopo un lungo ricovero e dopo essere rimasta in coma farmacologico per settimane.
Il suo racconto, così come i suoi video, sono un elemento importante per l'inchiesta in corso perché inquadrano bene quanto accaduto nei momenti immediatamente precedenti il devastante rogo. Roze, come tutti la conoscono, ha raccontato di non aver avuto nessuna formazione antincendio e che all'interno del locale nessuno sembrava averla quando sono divampate le fiamme.
"Ho visto un estintore sotto un tavolo ma nessuno l'ha usato, non eravamo preparati" ha raccontato la giovane ascoltata ieri dagli inquirenti svizzeri, confermando all'interno anche la presenza di numerosi minorenni. "Dopo l'incendio fuori dal locale ho visto Jessica che piangeva, ma non l'ho vista prestare i soccorsi o dare indicazioni ai feriti che stavano uscendo dal Constellation" ha riferito la diciottenne che porta ancora sulla sua pelle i segni di quella terribile notte.
"Quando ho visto le fiamme sul soffitto urlato scappate e sono salita ma nessuno si è mosso perché forse non mi credevano, poi tutti sono fuggiti e mi hanno travolta ma sono riuscita a scappare saltando da un balcone" ha ricostruito ancora la giovane parlando di soccorsi tempestivi ma non sufficienti e di fiamme che si sono propagate in breve tempo.
Rozerin è scampata all'inferno ma non alle immagini che ancora la perseguitano, Le sue notti infatti ora sono piene di incubi. "Non riesco assolutamente a stare sola di notte. Ho avuto moltissimi incubi, soprattutto quando ero in Belgio. Non erano necessariamente incubi sull'incendio in sé, ma sognavo proprio il fuoco" ha raccontato ai giornali locali.