Crans-Montana, i pannelli del soffitto sorretti con stecche. E c’è un audio di Moretti: “Dimmi se cade o no”

A metà dicembre il soffitto del locale Le Constellation di Crans Montana era sorretto da alcune stecche da biliardo che avrebbero dovuto mantenere i pannelli di schiuma isolante attaccati. Le immagini sono mostrate in un filmato ora inserito tra i file relativi alle indagini sulla strage di Capodanno costata la vita a 40 persone e il ferimento di altre 116, quasi tutte giovanissime.
I pannelli fissati in maniera posticcia erano al centro di una conversazione tra Jacques Moretti, proprietario del locale attualmente a casa dopo essere uscito dal carcere su cauzione, e un ragazzo descritto come responsabile del bar prima della tragedia. Il materiale video è stato ottenuto in esclusiva dal programma Mise au point.
Il filmato risale alla metà di dicembre, quando nel locale svizzero i pannelli erano sorretti da stecche da biliardo, inframezzati da quelli che sembrano pacchetti di tovaglioli ancora nella plastica. Poco lontano si vede il bancone del bar, la scala per l'uscita e il tavolo da biliardo. Quanto filmato risale a circa due settimane prima di Capodanno.
E lo stesso 28enne "capo di sala" avrebbe descritto in quei giorni lo stato del locale a Moretti via chat, mostrandogli i pannelli posticci e chiedendogli cosa fare. Nel filmato ora agli atti, si vedono le stecche da biliardo puntate verso il soffitto con alcuni sgabelli utilizzati per l'impalcatura pedestre, in un tentativo di ripristino dei pannelli usati per insonorizzare gli ambienti.
La settimana prima di Natale, Moretti avrebbe dato istruzioni ai suoi dipendenti come messaggi video e auto. Il 28enne responsabile di sala aveva iniziato a lavorare nel locale Le Constellation dal 1 dicembre. Alla famiglia aveva detto di voler dare le dimissioni per rientrare in Francia, ma temeva di non ricevere il compenso e per questo aveva deciso di restare fino a Capodanno.
Il ragazzo è stato ascoltato su quanto emerge dal filmato. Stando alle informazioni finora disponibili, al 28enne Moretti chiedeva di togliere una delle impalcature improvvisate e di fargli sapere se la schiuma utilizzata fosse caduta. "Ne ho usata una che non conosco – scriveva Moretti -. Fammi sapere se va bene, dimmi se cade o no. Se cade, purtroppo bisognerà lasciarle".
Dopo aver ricevuto altri sms e alcuni video da parte del dipendente 28enne, il proprietario del locale aveva detto al giovane di "togliere le sedie" perché lo stato del materiale fonoassorbente, che poi ha preso fuoco, "non sembrava male".
Secondo quanto emerge inoltre dalle indagini, lo stesso Moretti aveva testato la schiuma utilizzata, tentando di darle fuoco. "L'unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo che mi ha stordito, per il resto non mi aveva scioccato. Avevo visto che comunque bruciava". Nel 2018 e 2019 il locale era stato sottoposto a dei controlli da parte del comune di Crans Montana ma secondo Moretti, "non vi era stata alcuna osservazione".
Il passaggio dell'interrogatorio a Moretti sulle verifiche fatte nel locale alla schiuma è parte del nuovo dossier che la Procura ha depositato lunedì. Centinaia di pagine che contendono l'audizione di Moretti e di sua moglie Jessica. Alla donna, per esempio, è stato chiesto della porta di servizio al piano terra. "Sa perché era chiusa a chiave?", le viene domandato. La risposta è: "Non lo so, era sempre aperta. Non passa giorno che non mi chieda perché fosse chiusa a chiave quella notte. Non sapevo che l'uscita di sicurezza fosse ostruita da una sedia, l'ho scoperto solo quando mi hanno mostratoil filmato delle telecamere di sorveglianza".