Crans-Montana, i Moretti rompono il silenzio con una lettera ai dipendenti: “Dai media gravi bugie”

Troppe bugie, sulla notte della tragedia e sulle responsabilità dei fatti avvenuti al Constellation. Jessica e Jacques Moretti in una lettera indirizzata ai dipendenti dei loro tre locali svizzeri rompono il silenzio dietro al quale si erano trincerati dalla notte del 31 dicembre, quando l'incendio scoppiato nel bar di Crans-Montana ha provocato la morte di 41 persone, la maggior parte giovanissimi.
In questi mesi, la coppia ha preferito affidarsi alle dichiarazioni dei propri avvocati, o a brevi commenti prima di entrare nella Procura di Sion per gli interrogatori, ormai sempre più ravvicinati, con gli inquirenti. Oggi invece i media svizzeri e francesi riportano il testo di una lunga missiva in cui i Moretti raccontano la loro verità.
Fanpage.it ha raggiunto l'avvocato Gilles-Antoine Hofstetter, legale delle famiglie di due vittime e un ferito, secondo il quale si tratta di una "strategia di comunicazione accuratamente studiata", che nasconde un intento "cinico".
Una lettera del genere non poteva che iniziare con le condoglianze per le famiglie dei dipendenti del Constellation, la maggior parte dei quali morti nell'incendio. "Eravate i nostri protetti e lo siete ancora – scrivono – Ci assumiamo questa responsabilità senza cercare in alcun modo di scaricarla su di voi. Nemmeno per un attimo avremmo potuto immaginare una simile tragedia".
Un'affermazione che contraddice molte delle dichiarazioni rilasciate durante i colloqui in Procura, a cominciare dallo scarico di responsabilità per la porta di servizio che sarebbe stata chiusa a chiave da un dipendente, oppure sull'iniziativa attribuita alla cameriera Cyane Panine di travestirsi e salire sulle spalle di un collega mentre porta le candele pirotecniche che avrebbero innescato l'incendio.
Nella lettera, denunciano il ruolo dei media nello scatenare e diffondere "gravi bugie senza alcun ritegno". E contestano nuovamente l'affermazione secondo cui la donna, presente nel bar la sera della tragedia, sarebbe fuggita con la cassa sottobraccio senza prestare soccorso, notizia diffusa dalla stampa italiana: "I media stanno impazzendo", è il commento.
"Comprendiamo la rabbia delle vittime"
Parole che fanno eco a quelle rilasciate oggi da Jessica mentre si trova in un bar di Sion in attesa della fine della testimonianza di Jean-Marc Gabrielli, il braccio destro di Jacques. Gabrielli era anche il fidanzato di Cyane Panine, la cameriera del bar Le Constellation diventata tristemente famosa come "la ragazza col casco".
A raccogliere le sue parole è il Corriere: "Sono state dette tante bugie, troppe. Tra queste, che io sarei scappata con la cassa. Falso. Falso. Non sono mai scappata. E non scappo nemmeno ora, perché voglio la verità". Moretti dice di "comprendere la rabbia delle vittime", ma anche di essere fiduciosa per l'indagine in corso.
Per i fatti avvenuti nel bar di loro proprietà, il Le Constellation, i Moretti sono stati indagati per omicidio, lesioni e incendio a titolo colposo. Insieme a loro la Procura di Sion ha indagato altre due persone, il funzionario del Comune di Crans-Montana e il suo predecessore.
L’indagine della Procura del Canton Vallese non è l’unica in corso. Inchieste specchio sono state aperte dai paesi che hanno registrato vittime nel rogo di Crans-Montana, e tra queste c’è anche la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo per le sue sei vittime, tutti giovanissimi tra i 15 e i 17 anni. Le prove raccolte dagli inquirenti romani potranno integrare il fascicolo svizzero, e nell’ottica di una possibile collaborazione il 19 febbraio si terrà il primo incontro tra le due Procure.
La risposta dell'avvocato delle vittime: "Cinici, è solo strategia"
Gilles-Antoine Hofstetter, che rappresenta le famiglie di due vittime e un ferito ritiene queste affermazioni "francamente imbarazzanti e inappropriate". "Sembra più una strategia di comunicazione accuratamente studiata che una sincera espressione di sostegno per i dipendenti del Constellation e, più in generale, per le vittime di questo tragico incendio".
"E sebbene affermino di comprendere la rabbia delle vittime, si ha la netta impressione che il loro destino sia la loro preoccupazione principale. Queste affermazioni sono, nella migliore delle ipotesi, goffe e, nella peggiore, incredibilmente ciniche".