Per uscire dall’emergenza coronavirus e tornare a una sorta di normalità il prima possibile l’unica soluzione sarebbe vaccinare poche persone in ogni paese non tutte in pochi paesi. È quanto sostiene Jeremy Farrar, medico britannico e direttore del Wellcome Trust, un ente di beneficenza dedito alla ricerca scientifica più avanzata che ha finanziato anche il vaccino contro l'Ebola. Farrar parte dal presupposto che non ci libereremo mai più del nuovo coronavirus che è “un'infezione ormai endemica che rimarrà nella popolazione per gli anni a venire”.

“Dobbiamo imparare a convivere con il virus attraverso trattamenti e vaccini, a controllarlo e ridurne l'impatto come accaduto con l'HIV. Svilupperemo metodi e trattamenti diagnostici, salveremo vite e avremo un vaccino, ma continuerà a circolare nella società” ha sottolineato Farrar in una intervista a El Pais, aggiungendo: “Torneremo di nuovo alla normalità, ma forse la normalità sembrerà un po’ diversa rispetto a prima del covid”.

Sui tempi del ritorno alla normalità ovviamente tutto dipenderà dal vaccino anticovid che, secondo Farrar, arriverà entro il 2021. Per l’esperto britannico, però, la soluzione per velocizzare il tutto è quella di vaccinare solo le persone più a rischio in ogni Paese in modo da avere una sorta di immunità di gregge prima della disponibilità di grossi dossi di vaccino. “Ci sono alcune persone con un rischio molto alto ma per la maggior parte il rischio è molto basso. Le persone più a rischio sono gli operatori sanitari negli ospedali, gli anziani, le persone con altre malattie. Sono la priorità, perché sono loro che si ammalano e muoiono. Se vacciniamo queste persone in ogni paese, ridurremo la trasmissione e salveremo vite ripristinando il funzionamento dell'economia” ha spiegato Farrar.

“Nel primo anno non saremo in grado di vaccinare 7 miliardi di persone. Se riusciremo a vaccinare il 20% o il 30% della popolazione di ogni Paese nei primi sei mesi della produzione dell’antidoto il mondo potrà tornare alla normalità” sostiene il dottor Farrar che invita i Paesi più industrializzati a non accaparrarsi tutte le dosi disponibili. “La pandemia può peggiorare le tensioni internazionali. Possiamo decidere di combatterci l'un l'altro, in una vera guerra dei i vaccini dicendo che non lo daremo agli altri ma dobbiamo evitarlo, perché quelle tensioni peggioreranno sempre di più e torneremo a un mondo polarizzato, con un nazionalismo dell'Occidente contro l'Est o del Nord contro il Sud. E spesso questo alla fine porta alla guerra e al disastro” ha concluso Farrar.