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Strage di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera

“Costretti ad accalcarsi verso un’unica uscita”: a Fanpage parla l’ambasciatore italiano in Svizzera

A Fanpage.it l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado fa il punto sulle indagini della tragedia a Crans Montana: “Se si considera un locale con soffitto basso e infiammabile e con il personale che autorizza a usare le candele con scintille che toccano il soffitto, ho dubbi che le norme di sicurezza siano state rispettate nel locale”.
A cura di Giorgia Venturini
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"È un'attesa logorante e lunga. È un'attesa dolorosa". Lo riferisce a Fanpage.it l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado dopo aver incontrato i famigliari dei ragazzi dispersi nella tragedia a Crans Montana la notte di Capodanno. Al momento precisa che gli italiani feriti sono 14 (7 ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano e 7 negli ospedali in Svizzera) e 6 i dispersi. Entro domani le autorità locali dovrebbero completare le identificazioni. A Fanpage.it l'ambasciatore fa il punto sulle indagini.

Ci sono novità sulla questione sicurezza all'interno del locale la sera di Capodanno?

No, al momento sappiamo quello che ci ha detto la procuratrice generale. Ovvero che sono state interrogate molte persone, non solo i proprietari del locale, per accertare eventuali responsabilità.

All'interno del locale c'erano gli estintori? Sono stati usati?

Di questo non lo so, ma l'indagine è in corso. Non sono stati forniti ancora singoli dettagli, ma quello che è certo è che con gli estintori non si sarebbe spento l'incendio che si era creato. Ci voleva un impianto a pioggia di quelli moderni.

Cosa si poteva evitare e cosa non era a norma nel locale? 

Si doveva evitare di allestire un controsoffitto basso e altamente infiammabile come quello. E soprattutto evitare di distribuire candele scintillanti che toccavano il soffitto. L'incendio ha precluso poi le uscite, non sappiamo ancora quante potevano essere. I ragazzi si sono tutti accalcati verso una unica uscita che portava all'esterno. Resta il fatto che la prevenzione è importante in questi luoghi.

La scala è stata quindi l'unica uscita usata dai ragazzi? 

Sì, l'unica.

I ragazzi hanno pagato un biglietto? Come era organizzata la serata? 

Anche su questo stiamo facendo gli accertamenti del caso. Sicuro non si conoscevano i nomi dei clienti presenti nel locale. Se la serata era a pagamento come immagino, il biglietto non era nominativo. Le autorità locali non sapevano i nomi dei partecipanti.

Anche per questo l'identificazione risulta complicata… 

C'è appena stato un incontro delle autorità locali, 4 persone sono state identificate. Non sono italiani. Le identificazioni in gran parte dovrebbero essere completate nella giornata di domani, per quelle più complicate occorrerà ancora del tempo. Gli italiani al momento sono 14 feriti (7 ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano e gli altri negli ospedali svizzeri) e 6 dispersi. Le autorità locali non comunicano nomi e dati se non sono certi.

In Svizzera, rispetto all'Italia, cosa cambia in termini di normative di sicurezza nei locali? 

Nel dettaglio non conosco la normativa svizzera, però mi sembra che non sia stata rispettata in quel locale. Qualunque sia la normativa. Se si considera un locale con soffitto basso e infiammabile e con il personale che autorizza a usare le candele con scintille che toccano il soffitto, ho dubbi che le norme di sicurezza siano state rispettate nel locale.

C'è chi sostiene che i ragazzi al posto di fare video all'incendio dovevano scappare, lei cosa pensa? 

Non mi esprimo su questo. In circostanze del genere la prima cosa che bisogna fare è fuggire, ma non mi permetto di criticare chi ha atteso qualche minuto.

I famigliari dei ragazzi dispersi che ha incontrato cosa le dicono? 

Che è un'attesa logorante e lunga. Attesa dolorosa.

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