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Conflitto Israelo-Palestinese

Cos’è Hezbollah, il movimento fondamentalista libanese alleato di Hamas nella guerra contro Israele

A sostenere le azioni di Hamas in Israele è intervenuta Hezbollah, un’organizzazione politica libanese di religione musulmana sciita. È un partito che ha la propria ala militare e che condivide la battaglia del gruppo palestinese contro Tel Aviv.
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A cura di Andrea Miniutti
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Conflitto Israelo-Palestinese

"Siamo i figli della umma (comunità musulmana) – il partito di Dio (Hizb Allah) la cui avanguardia è stata resa vittoriosa da Dio in Iran": così si autodefinisce Hezbollah, un'organizzazione politica paramilitare libanese di religione musulmana sciita. Come scritto nel suo manifesto, il nome significa "Partito di Dio" e ha una natura antisionista, cioè contro chi sostiene l'esistenza di uno Stato nazionale ebraico. Infatti, uno dei suoi obiettivi principali è quello di "mettere fine alla gravosa occupazione da parte di Israele".

È un'organizzazione nata nel 1982 durante la prima guerra in Libano in reazione all'invasione israeliana. Dopo anni di attività di stampo terroristico, oggi si è istituzionalizzata ed è parte integrante della vita politica del Paese. Alle ultime elezioni nel 2018, grazie al grande sostegno della comunità sciita libanese, il partito ha eletto 13 deputati ed è entrato a far parte del governo di unità nazionale, ottenendo tre Ministeri (Gioventù, Rapporti con il Parlamento e Sanità). Per la sua vasta rete politica e militare nel Paese, Hezbollah viene spesso definito come "uno Stato dentro lo Stato".

Hassan Nasrallah, membro dell'organizzazione sin dalle origini, è il Segretario Generale di Hezbollah dal 1992. Nel 2021, il leader del gruppo ha reso noto di avere 100mila combattenti e molteplici razzi di precisione a sua disposizione. In seguito ai nuovi scontri tra Hamas e Israele, anche l'organizzazione libanese è intervenuta nel conflitto attaccando al confine con il Paese di Tel Aviv, di fatto aprendo un secondo fronte della guerra in corso. Hezbollah ha rivendicato di aver lanciato dei missili verso il Nord di Israele, un attacco che ha provocato un'immediata reazione da parte dell'esercito di Netanyahu.

Con Hamas, il gruppo del Paese dei cedri condivide un principio di lotta armata di resistenza contro l'occupazione israeliana ma, nonostante l'alleanza, le due organizzazioni sono di entità differente: quella palestinese è sostanzialmente diventata un gruppo estremista militare, mentre Hezbollah si è strutturata nella politica istituzionale libanese, esercitando il proprio potere soprattutto nelle aree sciite del proprio Stato.

Cos'è Hezbollah e chi è il suo leader

L'organizzazione è nata nel 1982 durante la prima guerra in Libano – scoppiata con l'invasione del Paese da parte di Israele – su iniziativa del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell'Iran, con lo scopo di unire le forze dei gruppi sciiti libanesi. Il gruppo iraniano ha strutturato e preparato militarmente i volontari, dando così vita a Hezbollah: nei primi anni di esistenza ha agito come organizzazione terroristica attraverso attentati suicidi, per poi istituzionalizzarsi e diventare di fatto un partito politico.

Il partito dispone di un'ala armata che, secondo alcune stime, è addirittura più grande e potente dell'esercito nazionale libanese. Per gli Usa e altri Paesi occidentali, assieme ad alcuni Stati del Golfo alleati degli americani, Hezbollah è considerata un'organizzazione terroristica. Invece, l'Unione Europea la classifica come un partito, mentre definisce "gruppo terrorista" esclusivamente la sua sezione militare.

A guidare il partito è Hassan Nasrallah, un religioso che è stato tra i primi ad entrare in Hezbollah perché in disaccordo con i vertici di Amal ("Speranza"), il movimento sciita di cui faceva parte. In seguito all'uccisione di Abbās al-Musāwī – co-fondatore e primo Segretario Generale dell'organizzazione – da parte di un missile israeliano nel 1992, Nasrallah è stato eletto all'unanimità dall'assemblea del partito come suo successore e da allora è rimasto in carica. Nel mondo arabo è considerato essere l’artefice della liberazione del Sud del Libano dall’occupazione israeliana e ha ricevuto molti riconoscimenti per il suo ruolo in uno scambio di prigionieri nel 2004, il quale ha consentito la liberazione di centinaia di cittadini palestinesi e libanesi.

Gli obiettivi di Hezbollah e la distruzione di Israele

La natura e gli obiettivi di Hezbollah sono descritti in un manifesto del 1º gennaio 1988: "Siamo una umma connessa ai musulmani di tutto il mondo tramite il solido legame dottrinale e religioso dell'Islam", il cui obiettivo è unire la comunità islamica contro "l'abominio" che fonda le sue "radici primarie" negli Stati Uniti, definiti come una "superpotenza arrogante".

I seguaci di Hezbollah sostengono che "l'America, i suoi alleati del Patto Atlantico e l'entità sionista nella terra santa di Palestina" portano avanti una lotta fatta di "ingiustizia, aggressione e umiliazione". Il manifesto dell'organizzazione rappresenta i loro ideali di riscatto attraverso la resistenza armata:

Ognuno di noi è un soldato pronto a combattere. […] Hanno invaso il nostro paese, distrutto i nostri villaggi, sgozzato i nostri bambini, violato i nostri santuari e imposto padroni del nostro popolo che hanno commesso i peggiori massacri contro la nostra comunità. Non smettono di dare sostegno a Israele e non ci permettono di decidere il nostro futuro secondo i nostri desideri. […] Non abbiamo alternative all'affrontare l'aggressione con il nostro sacrificio.

Uno degli obiettivi principali di Hezbollah è di "mettere fine alla gravosa occupazione da parte di Israele". L'ultimo punto del documento ha come titolo "La necessità della distruzione di Israele" in quanto, secondo l'organizzazione, Tel Aviv sarebbe "l'avanguardia degli Stati Uniti nel mondo islamico". La battaglia del gruppo si basa sull'assunto che Israele ha occupato i territori dei palestinesi depredandoli dei loro diritti e che quindi, avendo colpito altri musulmani, "la lotta si fermerà solo quando questa entità sarà obliterata". Infatti, Hezbollah sottolinea come non ci siano margini di trattativa diplomatica con Tel Aviv, oltre che condannare ogni piano estero di mediazione con Israele in quanto il dialogo con le sue istituzioni "è il riconoscimento dell'occupazione sionista della Palestina".

L'alleanza con l'Iran e i rapporti con Hamas

Come detto in precedenza, Hezbollah è un'organizzazione nata su impulso iraniano ed è, al giorno d'oggi, un canalizzatore dell'influenza di Teheran in Libano. Come analizzato dall'Ispi, dalla nascita del gruppo le istituzioni guidate dall'ayatollah Khamenei hanno supportato il partito libanese sia finanziariamente che politicamente. Infatti, secondo stime Usa, l'Iran sostiene l'organizzazione con centinaia di milioni di dollari all'anno.

Hezbollah è considerata essere un'alleata di Hamas, l'organizzazione paramilitare palestinese che ha in mano Gaza. I due gruppi esercitano un ruolo diverso nei rispettivi Paesi: Hezbollah è un partito politico che partecipa alle elezioni ed è attualmente parte del governo in Libano, mentre Hamas ha preso il potere nella Striscia con la violenza e lo esercita attraverso un controllo di tipo militare. Tuttavia, entrambe le fazioni condividono l'idea di una resistenza armata contro Israele e, secondo gli analisti, per sostenere la causa dell'organizzazione palestinese Hezbollah avrebbe aiutato Hamas a costruire delle bombe.

In seguito all'operazione militare di questo sabato, il partito libanese ha rilasciato un comunicato per annunciare il proprio sostegno al gruppo palestinese, definendo l'azione "una risposta decisa alla continua occupazione di Israele e un messaggio a tutti coloro che cercano una normalizzazione dei rapporti" con Tel Aviv. E, visto il supporto dell'Iran ad Hezbollah, non è un caso che l'ayatollah Khamenei si sia schierato a favore di Hamas, anche se ha negato il coinvolgimento del proprio Paese in questa azione.

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