Cosa succede a Disneyland Paris quando gli addetti alle pulizie scioperano: cumuli di rifiuti ovunque

Nel weekend lo sciopero degli addetti alle pulizie ha cancellato il decoro del parco giochi più famoso al mondo. Rifiuti ovunque, soprattutto nella parte esterna, e proteste dei visitatori. Disneyland chiarisce: non coinvolti i nostri Cast Members, ma solo dipendenti esterni.
A cura di Biagio Chiariello
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Nel fine settimana appena trascorso, Disneyland Paris ha mostrato un volto inaspettato e lontano dall’immaginario patinato che lo rende uno dei parchi più visitati d’Europa. Cestini colmi fino all’orlo, cartacce lungo i viali, rifiuti accumulati soprattutto nelle aree esterne: un colpo d’occhio insolito che ha sorpreso e deluso migliaia di visitatori arrivati con l’idea di vivere, almeno per qualche ora, una parentesi di evasione perfetta.

All’origine della situazione c’è stato lo sciopero del personale addetto alle pulizie, entrato in agitazione per denunciare pessime condizioni di lavoro. Con l’astensione dal servizio, le attività di pulizia si sono fermate quasi completamente e, nel giro di poche ore, il parco è stato letteralmente sommerso dai rifiuti. Un effetto immediato e visibile, che ha trasformato un luogo simbolo di ordine e controllo in uno scenario ben lontano dagli standard abituali.

Molti visitatori hanno documentato quanto stava accadendo con video e fotografie, diffusi rapidamente sui social. Nei commenti, la stessa frase tornava più volte: la “magia di Disneyland” sembrava essersi interrotta insieme alla pulizia. Per chi aveva pagato biglietti costosi, spesso programmando il viaggio con mesi di anticipo, l’esperienza si è rivelata amara. Invece di un sogno, in tanti si sono trovati a camminare tra rifiuti, cestini traboccanti e aree di sosta diventate insalubri.

Disneyland Paris, dal canto suo, ha voluto precisare che lo sciopero non ha coinvolto i Cast Members, ovvero i dipendenti diretti del parco. I lavoratori in agitazione appartengono infatti a ONET, la società esterna incaricata dei servizi di pulizia. Una distinzione su cui la direzione ha insistito, chiarendo di non essere il datore di lavoro diretto degli addetti allo sciopero e di non avere responsabilità contrattuali nei loro confronti.

Resta però l’immagine di un parco che, anche solo per pochi giorni, ha perso uno dei suoi tratti distintivi: la sensazione che tutto sia sempre al posto giusto. Un dettaglio che, a Disneyland, non è mai davvero secondario.

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