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Guerra in Ucraina

Cosa sta succedendo al confine tra Polonia e Bielorussia, il Cremlino: “Questa è escalation”

Lo scorso 12 novembre il governo polacco ha schierato un battaglione di carri armati nel villaggio di Czartajew vicino al confine con la Bielorussia per motivi di sicurezza. Ma la decisione non è piaciuta alla Russia: “Questo è un altro passo verso l’escalation della tensione”.
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A cura di Ida Artiaco
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Immagine di repertorio.
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"Quello che sta succedendo in Polonia al confine con la Bielorussia è un altro passo verso l'escalation". A parlare è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che, citato dall'agenzia di stampa Ria Novosti, ha commentato così lo schieramento di un battaglione di carri armati polacchi vicino al confine con la Bielorussia.

"Certamente, questo è un altro passo verso l'escalation della tensione, nient'altro. In questo caso, i nostri amici bielorussi sanno cosa fare. E in generale fanno tutto il necessario per garantire la sicurezza", ha detto Peskov ai giornalisti.

Il governo polacco aveva schierato un battaglione di carri armati nel villaggio di Czartajew vicino al confine con la Bielorussia, come ha riferito il Ministero della Difesa polacco, lo scorso 12 novembre. "Siamo consapevoli delle minacce – ha dichiarato il ministro della Difesa di Varsavia, Mariusz Błaszczak – E siamo perfettamente consapevoli che il Cremlino ha iniziato la guerra perché vuole ricostruire l'impero russo. Pertanto, per evitare che la nostra patria venga attaccata, stiamo rafforzando l'esercito e creando nuove unità militari. Questo battaglione sarà equipaggiato con carri armati K2".

Come riferisce Reuters, già a settembre il presidente polacco Andrzej Duda aveva dichiarato di prevedere di spendere una somma significativa in difesa nel prossimo anno, a causa delle preoccupazioni per la sicurezza legate alla guerra nella vicina Ucraina, parlando di circa 33 miliardi di dollari da investire a questo scopo. "Si tratta di più del 4% del nostro Pil", ha spiegato all'agenzia di stampa polacca PAP.

Il fronte della guerra in Ucraina resta dunque caldo, nonostante l'attenzione del mondo sia adesso spostata sul Medio Oriente, dove è altissima la tensione tra Hamas e Israele. L'Alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell, oggi ha affermato che "non dobbiamo dimenticarci dell'Ucraina. La guerra continua, Kiev è stata bombardata e il nostro impegno continua. Siamo arrivati a 27 miliardi di euro di sostegno militare e continuiamo ad addestrare i soldati ucraini".

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