Cina, il governo intensifica i controlli sui musulmani per evitare il Ramadan

Nel tentativo di arginare la pratica religiosa del digiuno diurno il governo di Pechino ha intensificato negli ultimi giorni i controlli sulla popolazione di religione musulmana in vista del Ramadan. Del resto è da anni che il Partito comunista cinese tenta di ostacolare in tutti i modi la pratica religiosa dei credenti attraverso controlli mirati, blitz e anche punizioni. Anche se ufficialmente non c'è alcun divieto, a parte quello per i funzionari pubblici e i minori, le autorità locali forzano gli abitanti a rinunciare a praticare il loro culto sia attraverso sovvenzioni sia attraverso minacce di controlli e sanzioni per altri motivi. La battaglia va avanti principalmente nella regione dello Xinjiang dove è più forte la presenza di musulmani perché abitata dalla minoranza uigura.
La pressione sulla popolazione locale è aumentata sempre di più negli ultimi tre anni a seguito di un incremento di attacchi terroristici mortali che Pechino attribuisce ai militanti islamici. La scorsa settimana funzionari del governo locale avrebbero incoraggiato i ristoranti halal a rimanere aperti normalmente anche durante il Ramadan, promettendo in cambio meno controlli da parte degli ispettori della sicurezza alimentare. Questi tentativi rischiano di acuire le tensioni già forti con la minoranza uigura con possibili escalation di violenza in tutta l'area.