Che fine ha fatto il bimbo di 5 anni arrestato dall’ICE in USA: è stato deportato a 2mila Km da casa

In poche ore Liam, il bambino prelevato ieri dagli agenti dell'ICE la cui foto ha fatto il giro del mondo, è passato dal vialetto di casa, in un sobborgo di Minneapolis, a un centro di detenzione per immigrati nel sud del Texas. Cinque anni, appena rientrato dall’asilo, il piccolo è stato deportato insieme al padre e trasferito a oltre duemila chilometri di distanza, a Dilley, diventando uno dei casi più emblematici delle recenti operazioni federali sull’immigrazione in Minnesota.
Secondo quanto riferito dalle autorità scolastiche di Columbia Heights, l’intervento è avvenuto martedì pomeriggio. Gli agenti federali avrebbero fermato l’auto di famiglia nel vialetto e imposto al bambino di bussare alla porta dell’abitazione per verificare se ci fossero altre persone all’interno. In casa si trovava la madre, che non avrebbe aperto. La famiglia, arrivata negli Stati Uniti nel 2024, ha una domanda di asilo ancora in corso e non è destinataria di alcun ordine di espulsione.

L’operazione degli agenti ICE mirava al padre, Adrian Alexander Conejo Arias. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna sostiene che l’uomo sia fuggito a piedi, lasciando il figlio sul posto, e che per questo un agente sia rimasto con il bambino mentre gli altri procedevano all’arresto. Una versione che tuttavia è stata nettamente smentita dai dirigenti scolastici, secondo i quali un altro adulto residente nell’abitazione era presente all’esterno e si era offerto di prendersi cura di Liam, senza che gli agenti accettassero l’alternativa.
Di fatto, il bimbo è stato utilizzato come "esca" per catturare suo padre. Ma non è tutto, perché Liam e il papà sono stati rapidamente caricati a bordo di un aereo e deportati nell'estremo sud degli USA, in un centro di detenzione per immigrati a Dilley, in Texas, a oltre duemila chilometri dal Minnesota. L’avvocato della famiglia ha spiegato che non è stato possibile avere contatti diretti con loro e che si presume siano trattenuti in una struttura destinata ai nuclei familiari. Sono in corso valutazioni legali per ottenere il loro rilascio.

Il caso si inserisce nel quadro di un generale inasprimento delle operazioni dell'ICE nello Stato del Minnesota. In circa sei settimane, secondo le autorità di frontiera, sono stati effettuati migliaia di arresti, inclusi diversi minori. A Columbia Heights, distretto scolastico con una forte presenza di famiglie immigrate, l’impatto si è fatto sentire anche nelle scuole: altri tre studenti di 10 e 17 anni sono stati fermati recentemente e la frequenza scolastica è calata drasticamente.
Intanto, organizzazioni per i diritti dei bambini denunciano condizioni critiche nel centro di Dilley, parlando di minori malati e di detenzioni prolungate in condizioni drammatiche. Leecia Welch, consulente legale capo di Children's Rights, ha dichiarato a Ndtv di aver visitato la struttura la scorsa settimana nell'ambito di una causa legale sul benessere dei bambini immigrati in custodia federale. "Il numero di bambini è salito alle stelle e molti di loro sono stati trattenuto per oltre 100 giorni", ha detto, aggiungendo che "quasi tutti i bambini con cui abbiamo parlato erano malati".
Prima di Liam, un diciassettenne è stato rapito mentre si recava a scuola, e anche un bambino di 10 anni e un diciassettenne sono stati catturati e deportato. Zena Stenvik, sovrintendente delle scuole pubbliche di Columbia Heights, ha confermato: "Nelle ultime settimane, gli agenti dell'ICE hanno perlustrato i nostri quartieri, hanno fatto il giro delle nostre scuole, hanno seguito i nostri autobus, sono entrati più volte nel nostro parcheggio e hanno portato via i nostri bambini".