Nonostante la gestione fallimentare dell'emergenza covid, il Presidente brasiliano Jair Bolsonaro continua la sua campagna negazionista questa volta addirittura appoggiando una manifestazioni  di protesta contro le nuove chiusure imposte dai Distretti locali per far fronte a una nuova impennata di casi di contagio. Bolsonaro chiede di riaprire tutto anche di fronte a una situazione che ha portato alla saturazione degli ospedali in alcuni grandi città come la capitale Brasilia.  Le autorità locali infatti da alcuni giorni hanno rafforzato nuovamente misure di isolamento sociale di fronte all'aggravarsi della pandemia di coronavirus imponendo nuove chiusure di locali e attività. Un provvedimento che del resto hanno assunto anche altri distretti brasiliani ma Bolsonaro ha dato il proprio sostegno alle proteste di piazza di commercianti e ristoratori a cui si sono uniti anche diversi esponenti della destra del Paese sudamericano.

L'appoggio di Bolsonaro ai manifestanti è arrivato attraverso i social con un post con cui il capo dello Stato brasiliano ha rilanciato il video di una manifestazione contro il governatore del Distretto Federale, Ibanes Rocha, in cui viene contestato il decreto che inasprisce le restrizioni alle attività commerciali e che mantiene le scuole chiuse. La protesta risale a domenica quando un gruppo di manifestanti si è radunato davanti alla casa del governatore del distretto federale per protestare contro il blocco covid varato venerdì che impone lo stop a esercizi commerciali e attività considerate non essenziali.

Al corteo ha partecipato anche la deputata federale di estrema destra Bia Kicis, sostenitrice di Bolsonaro, e il presidente ha poi diffuso sui suoi social il video della manifestazione davanti alla casa del governatore. Del resto fin dall'inizio della pandemia il Presidente brasiliano si è opposto alle misure di isolamento consigliate dalle autorità sanitarie e dallo stesso Ministero della Salute mostrandosi più volte anche senza mascherina. Anche questa volta, di fronte a una città come Brasilia e altre undici capitali statali del Brasile dove il 90% delle unità di terapia intensiva occupate Bolsonaro non ha rinunciato a contestare i blocchi covid. Inoltre il Paese è alle prese con una enorme carenza di vaccini anti covid rispetto alla popolazione. "Non sono contento della decisione", ha detto Rocha annunciando il blocco, aggiungendo: "So che avrà un impatto sulla vita di migliaia di persone, ma è necessario di fronte alla gravità della situazione".