Guerra in Ucraina
2 Novembre 2022
15:57

Blitz in Russia, sabotatori ucraini colpiscono aeroporto: distrutti 2 elicotteri da combattimento

Le incredibili immagini del blitz dei sabotatori ucraini nell’aeroporto nella regione russa di Pskov, a cinquanta chilometri dal confine estone e a circa 250 chilometri da San Pietroburgo, in cui sono stati distrutti due Kamov 52 Alligator e danneggiati altri due.
A cura di Ida Artiaco
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All'inizio si era pensato ad un incidente. Ma quando su Telegram sono apparsi i primi video, la dinamica di quanto successo nell'aeroporto nella regione russa di Pskov, a cinquanta chilometri dal confine estone e a circa 250 chilometri da San Pietroburgo, è stata chiara: si è trattato di un blitz dei sabotatori ucraini che hanno effettuato in terra nemica, riuscendo a distruggere due elicotteri da combattimento Kamov 52 Alligator e a danneggiarne altri due.

Nelle incredibili immagini diffuse su Telegram, si vede l'incursore piazzare le cariche di esplosivo sugli elicotteri. I commandos si sono filmati mentre si muovevano con tranquillità nell’installazione nemica, mostrando una serie di dettagli che sono serviti a confermare quanto successo: la posizione è stata geolocalizzata con esattezza, confermando che l’assalto è stato veramente condotto nell’aeroporto Veretye, alla periferia di Pskov.

L'episodio ha aperto comunque un dibattito. Gli uomini sono vestiti in incognito e non hanno divise ucraine. Ma il sospetto è che la squadra di sabotatori sia partita dai Paesi Baltici, dove il sostegno alla resistenza ucraina è totale. Possono averlo fatto anche senza la copertura delle istituzioni. Ma di certo, il presidente russo Putin non ne sarà felice, aumentando così le preoccupazioni di una possibile ulteriore escalation di violenza.

Per altro, questo è il secondo blitz dei sabotatori ucraini contro la Russia: solo la scorsa settimana c'è stato l’attacco al porto di Sebastopoli, destinato a entrare nei manuali: per la prima volta nella storia c’è stato un attacco coordinato di droni aerei e navali nel cuore della notte. La ritorsione di Putin è stata pesante: il Cremlino ha interrotto il programma per l’esportazione dei cereali da Odessa negoziato con Turchia e Onu, anche se poi è tornato sui suoi passi.

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