Avvocato vittime di Crans-Montana: “Dubbi sulla Procura e la scarcerazione di Moretti aiuterà la sua difesa”

Jacques Moretti è uscito dal carcere di Sion dove si trovava in custodia cautelare dal 9 gennaio scorso. A pagare la cauzione, sia per lui che per la moglie Jessica, sottoposta a misure cautelari nella sua abitazione, è stato un misterioso amico della coppia che ha versato i 400 mila franchi necessari. Intanto le indagini sui fatti avvenuti la notte di Capodanno a Crans-Montana proseguono, e lo faranno sempre sotto la guida di Beatrice Pilloud, la procuratrice generale del Canton Vallese, dato che la richiesta di sostituirla è stata rigettata.
Questa notizia, insieme alla scarcerazione di Moretti, ha inferto un duro colpo ai parenti delle oltre 40 persone morte nell'incendio scoppiato al bar Le Constellation. Ne parla con Fanpage.it l'avvocato Gilles-Antoine Hofstetter, che rappresenta le famiglie di due vittime e un ferito.
Con una nota diffusa dalla Procura è arrivata la conferma che non ci sarà un procuratore speciale per Crans-Montana, come invece era stato caldeggiato sin dalle prime fasi dell'indagine. Cosa vuol dire?
Il rifiuto del Pubblico Ministero di nominare un procuratore speciale è giuridicamente giustificato, ma solleva comunque molti dubbi. Non si tratta ovviamente di mettere in discussione la competenza dei procuratori che si occupano di questo caso, ma semplicemente di osservare che la notevole attenzione mediatica dedicata a questa tragedia, e alcune critiche mosse alla gestione giudiziaria iniziale del caso, potrebbero indurre a mettere in discussione l'opportunità di nominare non solo un magistrato imparziale, ma anche indipendente da qualsiasi legame o sfera di influenza locale.
Quali sono le critiche relative alla gestione iniziale del caso?
Fin dall'inizio delle indagini sono state mosse alla Procura diverse critiche riguardo alla gestione di alcuni aspetti procedurali: perquisizioni, elenco degli avvocati fornito dalla polizia, mancanza di fermo immediato, e altre.
Che tipo di problemi avete avuto con la Polizia?
La polizia, che opera sotto la direzione della Procura della Repubblica, ha fornito direttamente alle vittime i nomi di tre avvocati per l'accorpamento delle denunce. Tuttavia, questi avvocati hanno stretti legami con la magistratura. Uno dei tre è addirittura un membro della famiglia dell'avvocato del comune di Crans Montana, che potrebbe potenzialmente essere ritenuto responsabile anche in questo caso. La procuratrice generale, Beatrice Pilloud, ha riconosciuto la "svista" e ha assicurato di aver adottato "misure correttive".
A quanto risulta, il Comune di Crans-Montana avrebbe dovuto svolgere dei controlli all'interno del locale, cosa che non è avvenuta per sei anni, come ha ammesso il sindaco. Le indagini quindi inevitabilmente si concentreranno anche su questo. Teme che possano entrare in gioco influenze locali?
A questo proposito, e più in generale a livello non giuridico, la nomina di un procuratore speciale avrebbe avuto il vantaggio di rassicurare tutte le parti circa l'impegno del Pubblico Ministero a gestire questo caso particolarmente delicato in totale indipendenza. La nomina di un procuratore straordinario avrebbe potuto essere presa in considerazione in considerazione della natura eccezionale del caso, dal punto di vista giudiziario, mediatico e umano.
Il fatto che la magistratura vallesana debba pronunciarsi anche sulla responsabilità di alcune autorità dello stesso Cantone, in particolare del Comune di Crans-Montana, solleva la questione se non sarebbe stato preferibile nominare un giudice indipendente da qualsiasi legame con le parti o le autorità coinvolte. A questo proposito, vale la pena ricordare che la giustizia non deve solo essere imparziale, ma anche mantenere in ogni momento un'apparenza di imparzialità.
Jacques Moretti è stato rilasciato su cauzione. Una decisione che in Italia ha provocato il ritiro del nostro ambasciatore dalla Svizzera, uno dei segnali più forti della diplomazia. Qual è la percezione dei parenti delle vittime?
La liberazione di Moretti è vissuta come un'ulteriore prova per le vittime già duramente colpite. La sua scarcerazione ne agevolerà certamente la preparazione della difesa. Speriamo tuttavia che non ostacoli la manifestazione della verità, ricercata da tutte le parti civili nonché dalla Procura della Repubblica.
La Procura svizzera ha scelto di non effettuare le autopsie, a differenza dell'Italia che invece le sta eseguendo sulle sue vittime nell'ambito della propria indagine. È comune che le autopsie non vengano eseguite in casi come quello di Crans-Montana?
Questa pratica in Svizzera varia a seconda delle circostanze. Sebbene le autopsie vengano generalmente eseguite in caso di decesso, non lo sono sempre.
E cosa ne pensano i familiari?
In questo caso, sebbene si possa presumere che i decessi siano stati causati dall'incendio, l'esecuzione delle autopsie avrebbe fornito informazioni più precise sulla loro esatta origine, un punto su cui anche alcune famiglie delle vittime desiderano essere informate, legittimamente.
Come stanno i familiari delle vittime?
I miei clienti porteranno per sempre le conseguenze di questa tragedia, che si tratti della perdita irreparabile di un figlio o di un fratello, o della lunga e dolorosa battaglia che attende i sopravvissuti. Molti di loro riportano ferite estremamente gravi da cui non si riprenderanno mai.