Allarme carne di maiale avariata in Cina, oltre 110 arresti

Un nuovo grande scandalo alimentare travolge la Cina dove le autorità locali hanno scoperto un enorme giro di vendita di carne di maiale avariata con gravi rischi per la salute dei consumatori. Nell'ambito di un'inchiesta sulla sicurezza alimentare nel Paese, infatti, la polizia cinese ha arrestato più di 110 persone sospettate di aver venduto carne proveniente da maiali ammalati. Lo rende noto il ministero della Pubblica sicurezza di Pechino in un comunicato in cui si precisa che l'operazione ha coinvolto 11 province. I media locali inoltre riferiscono che nella stessa operazione sono state sequestrate più di mille tonnellate di carne avariata, oltre a 48 tonnellate di olio prodotto con la stessa carne per un valore complessivo di circa 16 milioni di dollari.
Complicità di funzionari governativi
Secondo gli inquirenti, gli imprenditori arrestati, con la complicità di funzionari governativi, acquistavano a prezzi molto bassi suini morti per malattia per produrre poi carne e insaccati da rivendere a prezzi concorrenziali. Sempre secondo le indagini, i responsabili avrebbero agito con la complicità di alcuni informatori che lavoravano per il governo di Pechino e che li avvisavano ogni volta che gli allevatori presentavano richieste di indennizzo per le morti dei suini malati. Gli imprenditori poi pagavano tangenti alle autorità sanitarie per ottenere in cambio certificati di qualità del prodotto rivenduto in undici province dell'area centro-meridionale del Paese. L'Italia non ha importato "carni di maiale fresche, refrigerate, congelate e neanche salami o frattaglie dalla Cina, che si conferma essere il paese con maggiori rischi per la sicurezza alimentare" assicura la Coldiretti sulla base dei dati Istat.